venerdì 21 settembre 2007,09:53
Sunset Boulevard
Nel cuore della notte, scavo il buio con i miei occhi offuscati e cerco la scala per scendere dal letto. Il prurito alla gola non concede tregua, mi manca quasi il respiro.
Tossisco di nuovo, con il desiderio di espellere qualsiasi cosa mi stia impedendo di dormire. Invece riesco solo a lasciar scivolare discreta una lacrima lungo la guancia.
Sono attanagliata dalla voglia di piangere, di chiamare la mamma, come una bambina in preda al panico dopo un incubo.
Loro sentono e mi dicono cosa fare.

Mi muovo a passi incerti verso la cucina e scaldo un po' di latte.
Odio il latte caldo, ha un sapore insopportabile. Eppure, se questa è l'unica soluzione dopo lo sciroppo preso inutilmente due ore fa, sono pronta a sopportarlo. Stringo la tazza tra le mani e, bevendo, assaporo il silenzio ovattato della notte.
Improvvisamente ripenso all'estate di due anni fa, quando tornavamo a casa tardi da Colonia e Margot ci faceva sempre trovare pronta una tazza di latte con il cioccolato, perché ci sedessimo intorno al tavolo con lei. Voleva sapere tutto quello che avevamo fatto durante la giornata.
I muri della casa riecheggiano silenziosamente di tutti i rumori, le parole, la musica, le discussioni che l'hanno riempita durante il giorno. Accendo la televisione e tolgo il volume, lascio scorrere immagini senza commento a cui non mi interessa attribuire un significato.
E' notte, non riesco ad addormentarmi, la gola prude ancora. Trattengo il fiato, perché l'aria non mi punga.
Chiudo gli occhi, mentre mi infilo sotto le coperte.

Stiamo passeggiando in una strada che sembra dipinta, con colori caldi, ocra, arancione, rosso, giallo. Osservo i nostri passi, sento la tua risata e ingenuamente mi appoggio alla tua spalla. Camminiamo così, abbracciati. Da un locale esce della musica. Non siamo qui e non siamo adesso. Per un attimo questo pensiero, la sensazione di incorporeità, la consapevolezza di essere immersa in una dimensione senza tempo, in uno spazio senza dimensione, brucia nella mia gola. Mi stringi a te, come a trattenermi dentro di noi. Cedo a un abbraccio senza volto, un accenno di occhi azzurri che non ho visto e rimanendo insieme a te, passeggio libera da ogni peso, su quella strada calda senza meta.

Non hai mai sentito dire che la bellezze delle cose
ama sorprenderti
ed è forte quello che ho dentro
distante dalla mediocrità
ho bendato i miei occhi da tempo
per non vederla
ed avrei voluto trovarmi tra le tue
parole più belle
raccogliere un brivido
dai tuoi sguardi
ed avrei voluto trovarmi tra le tue
risposte distratte
abbiamo vagato a lungo in quei discorsi
preziosi e contorti
senza concludere

- La bellezza delle cose, Carmen Consoli -
 
scritto dalla vale* Permalink ¤


1 Commenti:


  • At 21 settembre, 2007 17:56, Blogger Alberto

    Io sentivo i colpi di tosse come quando eri piccola e dovevamo alzarci a prepararti il latte caldo. Adesso resto sveglio, ti sento, ti do l'idea, resto a letto ma non dormo, come quando eri piccola. Aspetto di non sentirti, allora, tranquillo, dormo anch'io.