martedì 31 luglio 2007,23:30
Santiago
Pronta.
Credo.
Anche se.
Ma va bene.
Così.
Ci vuole.
Agli antipodi.
Cervello.
Anima.
Cuore.
Muscoli.
Sudore.
Noi cinque.
 
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lunedì 30 luglio 2007,20:47
Arginare
- Pss!
- Cosa c'è?
- No, niente.
- Sicura?
- Sì. Cioé, no.
- Dai, sputa il rospo.
- Ho caldo. E queste qui mi stanno addosso.
- Tutti abbiamo caldo, anzi, oggi siamo anche tutti spinosi..
- Spiritosa.
- Sul serio, chiedi ai miei capelli. E' perché c'è il vento.
- Ah, a tal proposito. Si è rotto il vetro della porta della cucina, lo sai?
- Uf, sì, lo so. Ma ho tirato su i cocci, tranquilla. Nessuno si taglierà.
- Qualcosa mi dice che hai appena creato una metafora. Cocci, tagli..
- Bla bla. Ma da quando i vegetali hanno un cervello?
- Da quando una piantina grassa parla?
- Ok, d'accordo. 1 a 0 per te. E' tutto a posto, adesso.
- Ti riferisci a quello? Quella cosa lì che mi hai raccontato quando sei tornata? Quella cosa lì, proprio quella?
- Sì, stiamo parlando della stessa cosa. Respira adesso, prima di sgonfiarti, che qui siamo in emergenza idrica perenne e non posso innaffiarti.
- Allora tutto come ti aspettavi?
- Sai che niente va come mi aspetto.
- Catastrofica.
- Ho una leggera propensione per il pessimismo.
- Solo perché stai leggendo un libro impegnativo.
- Ne ho comprati altri due oggi, da portare al mare.
- Brava, ma non fare la furba con me cambiando argomento.
- Eravamo 1 a 0 per me. Credevo di aver avuto la meglio, insomma, di essere riuscita a farlo cedere per primo, capisci?
- So che ne sei capace. Sei tu la 19enne.
- Ero anche quella più bagnata, però.
- Aspetta, non aggiungere altro. Uno pari nel giro di un minuto?
- Più o meno.
- Ecco, lo sapevo lo sapevo lo sapevo.
- Non fare l'isterica, poi ho sistemato tutto.
- Parti serena?
- Ho ancora un intero giorno per perdere la testa.
- Non fare la scema, Vale.
- Quando mi chiami per nome, mi vuoi mettere in guardia, vero?
- Più o meno.
- Ma cosa c'è di male?
- Oggi sei diventata una matricola a Pavia, lo sai?
- Ehm..sì. E' grave se la cosa non è ancora stata ben metabolizzata dal mio organismo?
- Hai del tempo.
- Ho un cammino.
- Giusto.
- Bene.
- Bene.
...

- Sarebbe una gran cazzata, non me lo perdonerei mai. Tutta quella storia del dionisiaco e dell'apollineo..dai, sarò in grado di trovare un po' di equilibrio, dannazione.
- Non esagerare. Omnia vincit amor.
- Scusa, ma tu da che parte stai?
- Dalla sua.
- Posizione molto chiara allora. Ora capisco tutto.
- Dai, che siamo complici.
- Stronza.
- Antipatica.
 
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,11:56
Senza titolo (o direzione)

In quest'estate diversa, inaspettata.
Basta un prato per cambiare.
Basta un soffio di vento per volgere lo sguardo.
Basta un'occhiata verso il cielo per perdersi.
E al momento non sono sicura di sapere dove stiano appoggiando i miei passi.

Listening to: Bruci la città - Irene Grandi
 
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venerdì 27 luglio 2007,18:26
La Nausea
Innanzitutto sarebbe stato necessario che gli inizi fossero stati veri inizi. Ahimè! Come vedo bene, adesso, quello che avrei voluto! Veri inizi, che sorgessero d'improvviso come uno squillo di tromba, come le prime note di un'aria di jazz, che troncassero la noia, che consolidassero la durata; avrei voluto di quelle sere, tra le altre, di cui in seguito si dice: «Era una sera di maggio, passeggiavo». Uno passeggia, la luna s'è appena levata, si è oziosi, sfaccendati, un po' vuoti. E poi, d'un tratto, si pensa: «È capitato qualcosa». Una cosa qualsiasi: un leggero scricchiolio nell'ombra, una sagoma leggera che traversa la strada. Ma questo tenue avvenimento non è come gli altri: si vede subito che precede una grande forma il cui profilo si perde nella nebbia, e allora ci diciamo: «Sta per cominciare qualcosa».
Qualcosa comincia per finire: l'avventura non si lascia mettere appendici, non acquista significato che con la sua morte. E verso questa morte, che magari sarà anche la mia, io sono trasportato senza ritorno. Ogni istante compare soltanto per condurre quelli che seguono. Ad ogni istante io tengo con tutto il cuore: so che è unico, insostituibile -e tuttavia non farò un gesto per impedirgli d'annullarsi. L'ultimo minuto che trascorro -a Berlino, a Londra- nelle braccia della donna incontrata due giorni prima- minuto che amo appassionatamente, donna che amo quasi -deve aver fine, lo so. Tra poco partirò per un altro paese. Non ritroverò mai più ne questa donna né questa notte. Mi chino su ogni secondo, cerco di esaudirlo; nulla avviene ch'io non afferri, ch'io non fissi per sempre in me, nulla, né la fuggevole tenerezza di quei begli occhi, né i rumori della via, né la falsa chiarità dell'alba: e tuttavia il minuto scorre ed io non lo trattengo, mi piace che passi.
E poi, d'un tratto, qualcosa rompe di netto. L'avventura è finita, il tempo riprende la sua mollezza quotidiana. Mi volto; dietro di me, quella bella forma melodiosa affonda tutt'intera nel passato. Rimpicciolisce, declinando si contrae, e ormai la fine fa tutt'uno col principio. Seguendo con gli occhi questo punto d'oro penso che accetterei -anche se fossi stato in pericolo mortale, anche se avessi perduto una fortuna, un amico -penso che accetterei di rivivere tutto, nelle medesime circostanze, dal principio alla fine. Ma un'avventura non si ricomincia né si prolunga.
Si, è questo che io volevo -ahimè, è questo che voglio ancora.

- da "La Nausea" di Jean-Paul Sartre -
 
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giovedì 26 luglio 2007,17:57
Esperienza mistica
Mi prudono le mani. Cerco una penna, della carta. Il ticchettio dei tasti non è adatto a quello che devo scrivere. Il computer è freddo, mi ricorda la distanza che si può creare attraverso lo schermo, attraverso le stuatuarie parole scolpite in un carattere sempre uguale e privo di personalità. Poi, ancora, dopo giorni, le parole si bloccano, le mani si indeboliscono, la mente si annebbia, affollata di pensieri, di ricordi. Ho sentito il tuo profumo. [...] Non perdiamo niente di noi.
- macchie confuse sulla mia moleskine -

E per ironia, oggi sono tornata davanti a Max Cole. Ho assaporato ogni tratto delle sue tele. Ogni singola pennellata. Ne ho percepito la forza, la ricerca, il sapore. La concentrazione. Ho riletto le mie parole nate di fronte a un suo quadro, mesi fa. E se non fossi capace di assaporare la realtà? Se il mio mondo fosse incarcerato nei tratti di un istante che non esiste?
 
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mercoledì 25 luglio 2007,10:42
Much ado about nothing

Avevo bisogno di ricordare chi fossi dieci giorni fa.
Avevo bisogno di vedere cosa mi riporterà qui.
Avevo bisogno di veder luccicare l'acqua e ripensare a te.
Ho bisogno che le mie certezze crollino.
E ho tremendamente bisogno di sapere cosa significhi distanza.
Le nostre strade avranno dei punti di incontro.

E respirando brezze
che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini..

 
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martedì 24 luglio 2007,08:57
Sull'ultimo gradino
"Se il mio cervello, distratto da un'ansia o da altra causa, deve distogliersi dalla carta bianca, è come un bimbo sperduto, che gira per casa e siede a piangere sull'ultimo gradino".

Tratto da: Giovedì, 6 novembre 1919 - Diario di una scrittrice di Virginia Woolf

Non era mai successo. Mai. Per tutta la notte, tutto il giorno precedente, ho visto parole confondersi, apparendo a svanendo nella mia mente, ma non sono riuscita a bloccarle. Sento come una stretta alla bocca dello stomaco. Sono talmente piena, di quelle parole, da lasciare la carta bianca o forse leggermente macchiata. Rimango immobile davanti al foglio, stringo una matita, ma non succede niente.
Mai prima d'ora.
Ed è una sensazione così dolceamara, da farmi sentire tremendamente vuota.
Cosa è successo?

Listening to: Everything - Michael Bublé
 
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lunedì 23 luglio 2007,21:00
E' con te che io spezzo la lancia
Sto provando piano piano a riabituarmi alla civiltà, perché in 8 giorni trascorsi in una valle sperduta a 1703m, con i prati, le mucche, quattro pastori, il lavatoio e una doccia ogni 15 persone, si diventa selvaggi e soprattutto si impara ad amare uno stato di assoluta spontaneità e naturalezza di cui poi si fatica a fare a meno. Quest'anno è stata la mia nona vacanza comunitaria in montagna, quinta da animatrice e nel rapporto con i ragazzi è stato sicuramente l'anno migliore. Complice l'ambiente, forse il fatto che eravamo pochi animatori ed eravamo distribuiti in camerate con poco spazio e molta promiscuità, forse per le parole d'ordine e i tormentoni, per la guerra tra gli sbabbbari e le amazzoni, il gioco nel bosco, i pediluvi e le camminate. Sono stati 8 giorni speciali, una specie di rinascita, da conservare intatta nei ricordi, perché nulla, nemmeno il più timido sorriso, vada perso in una miscela di emozioni difficili da gestire. La felicità si assapora in pochi istanti e ora vorrei solo che qualcosa smentisse questa mia convinzione, prima che abbia troppo tempo per pensare.

(Per vedere altre foto, oltre a questa che immortala due bellissime animatrici, trovate il link nella colonna a destra).
 
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,11:15
Senza parole.
"Sì," continuò "questo è uno dei grandi segreti della vita. Oggi molta gente muore per una specie di invasione di buon senso, e solo quando è troppo tardi si accorge che le uniche cose che non si rimpiangono sono le proprie pazzie".

- da "Il ritratto di Dorian Gray", Oscar Wilde -
 
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sabato 14 luglio 2007,19:07
Adesso.
Potrebbe succedere.
E la cosa incredibile è che sembra che tu lo sappia.
 
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venerdì 13 luglio 2007,00:07
...e che succederà se poi
In silenzio, forse arrossendo, ti osservo così da vicino, ascolto la tua voce così profonda e ripenso a quelle parole leggere come il vento, forse mai scritte, forse mai pensate.
Mi incuriosisce la piega delle tue labbra, l'espressione chiusa nei tuoi occhi umidi.
Quei due giorni sospesi nel tempo, è più semplice sognare che non siano mai esistiti.
Un sogno lontano, come una canzone sussurrata, perchè i nostri cuori non disturbassero il silenzio.
 
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lunedì 9 luglio 2007,17:07
Assoluto
Io distesa sul prato, terra.
Tu sopra di me, a coprire i miei respiri, cielo.
Intrappolati nel tuo sguardo i riflessi delle lacrime di un tempo.
Il vento mi accarezza con il tuo bacio,
in una notte senza nubi, senza luci,
mi avvolge nel tuo abbraccio.
Penetrazione di essenze e
mi ridoni lacrime argentate in un pianto di abbandono
che rende fertile la terra dei miei pensieri.

Nel mio cuor, nell'anima
c'è un prato verde che mai
nessuno ha mai calpestato, nessuno
se tu vorrai conoscerlo cammina piano perchè
nel mio silenzio anche un sorriso può far rumore.
- Nel cuore, nell'anima - Lucio Battisti -
 
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venerdì 6 luglio 2007,17:43
Fermati e ascolta
Sono stanca, non ancora rilassata.
Leggo distrattamente, scrivo parole sparse.
Proietto i miei pensieri nelle prossime settimane, aspettando che l'estate inizi davvero.
Eppure, nonostante questo insieme di sentimenti contrastanti, la noia dei primi giorni di ozio, la tensione non del tutto scemata, io sono felice.
Sarà che mi sento leggera e che non posso fare altro che guardare avanti, correre senza lasciarmi sfuggire niente. Correre e lasciarmi penetrare da ogni emozione, da ogni luogo, da ogni parola.
Raccogliere frasi, pensieri, parole e pensare a qualcosa di nuovo.
Questa è una delle poche opportunità che ho potuto cogliere qui, ma una grandissima soddisfazione.

(Tra parentesi: grandissime tutte noi! ...ormai maturate e non più maturande. E' l'inizio di una nuova era!)
 
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mercoledì 4 luglio 2007,18:45
Un tuffo dove l'acqua è più blu
 
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lunedì 2 luglio 2007,17:56
Verso l'infinito...e oltreee!
In questo momento sono solo consapevole di tutte le cose che non so e di tutte le domande davanti alle quali rischierei di rimanere quasi ammutolita, cercando di arrampicarmi con maestria sui vetri della finestra alle spalle della commissione.
Per quanto questa consapevolezza direttamente derivata da Socrate sia ammirevole e umana, al momento mi getta un tantino nel panico. Panico pre-esame, del resto.
Tra l'altro, degli esami di terza media provavo ostinatamente a ricordare qualcosa e nonostante questo sforzo ero quasi giunta a convincermi di non averli fatti.
Paradossale, sì.

Se non fosse che ricordo esattamente, ora, quella sensazione di inadeguatezza proprio alla bocca dello stomaco. So di non sapere, soltanto questo. So che non so bene matematica e fisica, irrimediabilmente. So che non so quasi niente del Paradiso. So che non so bene Marx, ma che a quanto pare la prof lo chiede a tutti. Bene. Detto questo, vado a ripassare Carnot e Oersted, giusto perchè questo, proprio quest'ultima manciata di ore, è l'ultimo sforzo verso la libertà.

[Per deformazione professionale - di studentessa alle prese con la maturità - trovo in queste poche righe riferimenti velati a Kirkegaard, Seneca, Leopardi, Fichte e anche alla mia tesina. Maledizione.]
 
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domenica 1 luglio 2007,20:58
Welcome to...
Vorrei essere solo un pochino più ubriaca di come sia adesso. Il cucù sta canticchiando le nove. E' presto per essere ubriaca, ma quell'aperitivo aveva una gradazione alcolica esagerata e adesso mi gira la testa. Non solo. Non era un normale aperitivo con qualche parco stuzzichino, no. Pasta, affettati, frutta, gamberetti e dolce. Non solo. Al telefono con mia madre, mi sono accorta di aver dovuto trattenere la parlantina e di aver parlato comunque troppo. Stamattina, del resto, mi sono svegliata con il mostriciattolo maligno che mi rosicchiava il cranio. E' una cosa che odio, svegliarmi così dico. Poi era presto e sono riuscita più o meno a risolvere la cosa, andando all'allegra fattoria, dove ho visto la lepre della patagonia e sono stata scambiata per mamma molto giovane e un papà da solo con i suoi due pargoli continuava ad osservarmi con il suo sorriso da ebete in faccia.
Dovrei studiare Dante, il poeta sommo!, il suo Paradiso e il mio Inferno, ma...cerchiolooooooo.
Manca poco. Tra 48 ore sarà finita, finita da un pezzo. Domani, per chiudere in gloria 21 giorni di full immersion, ripasserò tutto come posso. E' solo l'ultimo sforzo, un po' come quando il rifugio è lì dietro la curva e fai gli ultimi centocinquanta metri di dislivello concentrando tutte le forze residue. Mi gira la testa, l'ho già detto? Può darsi. E sono solo le nove e dieci, adesso. E poi, ma voi lo sapevate che è in corso la world league di pallavolo maschile? E che oggi abbiamo perso contro gli Usa e che Cisolla è infortunato? Lo dico a titolo di informazione, non sarà calcio, ma pur sempre Italia è.
Adesso forse è meglio che mi riposi e che domani sprema le mie ultime risorse. Forse.
Tanto sono sola e avrei bisogno di compagnia. Avrei molto bisogno. Mi bruciano gli occhi.
Sì, quell'aperitivo era eccessivamente alcolico.
 
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