sabato 30 giugno 2007,19:00
Off limits
Questa è una giornata senza senso. Basta. Santo cielo, sono le sette! Il tempo che manca all'ora di andare a dormire mi pesa sulla testa come un macigno. E intanto con l'estate è tornata anche l'insonnia. Occhi sbarrati alle 3 di notte, continuo a rigirarmi, non posso accendere la luce altrimenti le sentinelle si svegliano ed esigo di riuscire a dormire perché mi serve.
Ma è inutile. Rimango sveglia e quando finalmente prendo sonno, faccio sogni strani.
Comincio ad odiare le mura di questa casa. La scrivania. I libri. Le lampade. Gli occhiali. I bicchieri. Tutto. Da quando è finita la scuola ed è cominciato il periodo degli esami, ho passato più ore qui di seguito che in tutta la mia vita. Sono sull'orlo dell'esaurimento. Aiuto.
Il cervello in pappa, come si suol dire. Ormai non recepisce più di mezzora di ripasso. E nei rari momenti di lucidità avanzati, scrivo una storia per bambini con vocabolario da adulti.
 
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mercoledì 27 giugno 2007,18:52
Cambierà
E' andata bene. 3 su 3.
E questo un po' mi fa pensare. Temevo che non sarei stata capita, questa volta.
Invece è andata bene. E quindi parte una catena di felicità e produzione molto favorevole.
Work in progress. Mi sto divertendo da matti con questa nuova storia.
Pubblicazione assicurata. Sul libretto della vacanza in montagna.
E' divertente. Avevo bisogno di scrivere qualcosa che mi facesse ridere di gusto.
Sono pervasa dall'unza anch'io. Fantastico.
Nonostante tutto, nonostante lo stress e il fatto che avessi incredibilmente ragione.
Una meraviglia. Praticamente è tornato Corto. E questa volta, faccio le valigie e lo seguo.
Non sarò così scema da rimanere attraccata un'altra volta, per poi sospirare dal molo scrutando inutilmente l'orizzonte. Assolutamente no.
Questa volta, io parto.

Il mio treno si è fermato in mezzo al deserto
la mia barca mi ha lasciato in mare aperto
prima che la notte ti riporti via con se
io vorrei che tu portassi il sole qui da me
- La notte, Neffa -

 
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martedì 26 giugno 2007,19:22
10/11/05 - 26/06/07

Un minuto di silenzio. Grazie.
Questo è un momento difficile, molto difficile.
 
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lunedì 25 giugno 2007,16:46
La città dei libri sognanti
"Balono de Zacher era così pervaso dall'unza che doveva scrivere, in pratica, ininterrottamente" disse Golgo. "Pare che bevesse immense quantità di caffè".
"Ma voi ci credete davvero all'unza?" domandai con un sorrisetto di sufficienza. "A quella vecchissima bubbola?"
Golgo si fermò e mi guardò a lungo. "Quanti anni hai?" mi chiese infine.
"Settantasette" risposi.
"Settantasette!" rise lui. "Beata gioventù! Ma sì, beffati pure dell'unza fin che puoi! E' un diritto dei novellini. Ma un giorno prenderà anche te, l'unza, e allora ne comprenderai la forza e la bellezza. Ah, come ti invidio! Io non sono un poeta, io sono solo un librovoro. Non sono io che ho scritto le opere di Ojann Golgo van Fontheweg, le ho soltanto imparate a memoria. E sono ben lungi dall'approvare tutto quel che è uscito dalla sua penna. Sapessi che cacche ha scritto qualche volta van Fontheweg! Metà di Pietra Saggia è fatta di vuote cascate di parole! Quasi tutta la sua prosa non vale niente! Ma ci sono passi nei suoi scritti, momenti in cui..."
Lo sguardo di Golgo divenne radioso e citò:

"C'è una pace su tutte le vette,
non cogli quasi un alito
fra le cime.

La norne tacciono nel bosco.
Aspetta, fra non molto

riposerai anche tu".


Era Il bosco delle norne, una poesia proprio forte. Golgo mi afferrò la mantella, la strattonò furiosamente e tuonò: "L'unza, capisci! Questa è roba che si può scrivere solo se si è inondati dall'unza! Non sono cose che vengono in mente così! E' un dono!"

- da "La città dei libri sognanti" di Walter Moers -
 
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sabato 23 giugno 2007,12:11
I am the highway
Ora, qui, per restare nello stesso posto, devi correre più velocemente che puoi. Se vuoi arrivare da qualche parte, devi correre due volte più veloce.
- Alice nel paese delle meraviglie, Lewis Carroll -

Dopo che ne hai compiuti 18 e sembra che debba cambiare tutto, ma cambia solo quello che avresti voluto veder rimanere uguale per sempre, a 19 ti passa la voglia di festeggiare. Soprattutto se dopo due giorni devi affrontare la terza prova. Rimando la festa vera alla fine degli esami, quando avrò motivi seri per brindare.
Ultimo anno da teenager. E ho detto tutto.
Cin cin.
Tanti auguri a me.
 
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venerdì 22 giugno 2007,18:12
Disinfestando
Ci sono gli scheletri nell'armadio.
I poltergeist nei castelli.
Gli scarafaggi nei bagni luridi.
I buchi nell'Emmenthal.
I topi di biblioteca.
E ci sono anche degli schifosi ragni nella rete.
 
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giovedì 21 giugno 2007,17:41
Immersa nel vapore
Under the surface trying to break through
Deciphering the codes in you
I need a compass, draw me a map
I'm on the top, I can't get back

Sai, quando tu mi parli di lui...mi fa uno strano effetto.

Forse lui avrebbe movimentato i miei ultimi mesi, forse adesso molte cose sarebbero state diverse, per me. Ma io non sono riuscita a gestire la situazione e questo ha stravolto tutti quei sogni che avevo costruito in poche ore.
Era lui su quella spiaggia.
Non ne ero sicura, prima.
Ora invece, ne sono certa.


Mi ha chiesto che sarà se,
e che succederà se poi.
 
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martedì 19 giugno 2007,20:48
Notte prima degli esami
Pensavo che sarei stata più agitata, ma forse non riuscirò ad addormentarmi.
La realtà è che si inizia dal tema e non è quello a preoccuparmi. Ma lunedì è ancora lontano, molto molto lontano. Diciamo che preferisco pensare che sia così.
C'è ancora luce fuori. Nemmeno la prima stella. Vorrei stare sveglia, per assaporare ogni singola e minima emozione che proverei pensando a tutto quello che significa questa notte. Adesso...beh, adesso credo di non saperlo bene, credo di sapere solo che significa qualcosa.
E' come avere davanti delle macchie e intuire la loro forma. Tutto qui.
Potrebbe essere niente, potrebbe essere tutto.
Questa è la mia notte prima degli esami.
Come al solito, quando ci si carica di troppe aspettative, si finisce per emozionarsi poco. Meglio così.
Mi chiedo solo perché il telefono sia muto, perché nessuno sia in ginocchio sotto il mio balcone, magari con un sorriso e una birra.
Mi chiedo perché ci sia bisogno di un crodinoconmartini per capire. E' stato bello, easy, nostro.
E' un periodo complicato, tante cose cambiano e forse non siamo sicure di volerlo.
Però ci siamo, nonostante tutto, qualunque sia la forma che prenderanno quelle macchie davanti a noi.

Non vedo l'ora della birra di domani sera (anche perché vorrà dire che la giornata sarà finita e noi saremo ancora vive). Buonanotte amiche maturande. Crepino tutti i lupi possibili e Carducci e Saba stiano comodi nelle loro tombe. Vi voglio bene.
Inizia tutto adesso. Non finisce proprio niente!
 
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,16:51
L'antieroe
Francis Bacon – Ritratto di una tragica condizione esistenziale

A metà del Novecento compare sulla scena artistica, dopo anni di tentativi e nessun riconoscimento, Francis Bacon, pittore nato a Dublino e operante a Berlino e Londra.
Il tema delle sue opere è la condizione dell’uomo, visto nella sua nudità esistenziale, l’immagine della sua figura o del suo paesaggio come immagine di un’esperienza interiore di tragicità e solitudine. In primo piano nelle sue opere è sempre la figura umana, spesso chiusa in un ambiente cupo e claustrofobico, con il volto quasi sfigurato in netto contrasto con lo sfondo monocromo, a sottolinearne la solitudine, l’isolamento e l’incomunicabilità.

L’opera: Studio dal ritratto di Papa Innocenzo X di Velàzquez

1953
Olio su tela, 153 x 118 cm
New York, collezione priva
ta

In questo celebre dipinto, Bacon riprende un soggetto di Velàzquez, che riteneva uno dei capolavori dell’arte, per mettere in luce una condizione esistenziale comune a tutti gli uomini.
La figura del Papa, portavoce di Dio tra gli uomini, successore di Cristo nella reggenza della Chiesa, uomo illuminato dalla fede e dall’amore divino, dovrebbe risultare inviolabile, un pilastro infrangibile e simbolo di altissima autorità. Sconcerta in quest’opera, invece, proprio l’originalità nel raffigurare questo soggetto, la cui iconografia viene totalmente rovesciata, per mettere in luce la fragilità insita in ogni uomo, anche in quello che dovrebbe trasmettere più sicurezza, ma che una volta trovatosi solo, privo di ogni difesa e svuotato di tutta la sua autorevolezza, si trova stretto nella morsa dell’isolamento. Nella vita quotidiana non può trasmettere quello che egli davvero è, ma indossa una maschera che nasconda le sue angosce, la paura, la disperazione, l’isteria.
Sembra che Bacon abbia voluto non tanto interpretare in modo nuovo l’opera di Velàzquez, ma che piuttosto si sia dedicato al suo completamento, della ricerca della vera immagine del soggetto.
La demistificazione di un personaggio di tale portata, resa dai colori, dalle pennellate quasi furiose che calano dall’alto, dal grido del Papa (ispirato da un celebre fotogramma de La Corazzata Potëmkin), permette di raffigurare il sentimento comune dell’uomo, naufrago in un’esistenza che si riflette negli ambienti chiusi, scuri e solitari caratteristici di tutti i dipinti di Bacon.

 
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lunedì 18 giugno 2007,18:15
Ecchecc...
(Ecco cosa c'è. Che non è vero che non lo direi mai, perché in realtà la cosa mi fa godere particolarmente e quindi lo dico, che avevo ragione io. Oh.)
 
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domenica 17 giugno 2007,18:56
Yellow
Piove.
Ancora, di nuovo, non so. Forse non ha mai smesso, nemmeno quando per un attimo mi è sembrato che ci fosse finalmente il sole.
Abbiamo i piedi ricoperti di sabbia, l'odore di sale nelle narici.
Mi guardi, e il tuo sguardo penetra la mia anima come quelle parole che non hai il coraggio di dire.
Arriva un'onda, una folata di vento più forte delle altre e ci travolge.
L'impermeabile sfrega sulla nostra pelle, mentre quel cielo profondo e stasera così solido pesa su di noi e sembra chiuderci in una sfera di vetro.
Fuori, tutti ci guardano. E ci invidiano. Perché tu ed io stiamo ridendo.
Mi fai lo sgambetto, mi aggrappo al tuo impermeabile e cadiamo insieme. La sabbia tra le mani, le mani tra le mani, le mani tra i capelli. Mi rialzo e comincio a correre. Mi manca il fiato da quanto sei bello, mi manca il fiato mentre le stelle sopra di noi ci illuminano di giallo. Rido.
Mi raggiungi e poi è solo la tua bocca che cerca la mia e tutto il resto intorno scompare.
Continua a piovere, i nostri piedi nell'acqua, le nostre dita intrecciate.
Questa è la nostra dimensione.

Your skin
Oh yeah, your skin and bones
Turn into something beautiful
And you know, you know I love you so
You know I love you so
 
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sabato 16 giugno 2007,19:29
Statist

Si può fare un acquisto più idiota?!
 
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,10:08
Fahrenheit 451
- A lei non piacciono i libri, quindi.
- A lei piace la pioggia?

- Certo, la adoro.

 
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giovedì 14 giugno 2007,23:59
Un cielo troppo sereno
Mi lascio sfiorare dalla tua mano.
Ora dobbiamo solo chiudere gli occhi.
E aspettare la pioggia sotto un cielo color carta da zucchero.
 
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,10:39
The Thoughts of Mary Jane
Who can know
The thoughts of Mary Jane
Why she flies
Or goes out in the rain
Where she's been
And who she's seen
In her journey to the stars.

Who can know
The reasons for her smile
What are her dreams
When they've journeyed for a mile
The way she sings
And her brightly coloured rings
Make her the princess of the sky.

Who can know
What happens in her mind
Did she come from a strange world
And leave her mind behind
Her long lost sighs
And her brightly coloured eyes
Tell her story to the wind.

Who can know
The thoughts of Mary Jane
Why she flies
Or goes out in the rain
Where she's been
And who she's seen
In her journey to the stars.

- The thoughts of Mary Jane, Nick Drake -
 
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mercoledì 13 giugno 2007,23:24
Per noi.
Sono giornate alienanti.
E' giugno, ma non lo è. Di giorno c'è il sole e ogni notte il temporale.
Smetto di studiare con il rumore della pioggia che bagna il prato e trascina via gli ultimi pensieri di una giornata in cui la mente, ormai stanca, non ha mai smesso di essere attiva.
Ore sui libri, con una concentrazione mai avuta prima. Nozioni, ragionamenti, immagini, parole, avvenimenti, poesie. Cerco di riordinare tutto nell'archivio, anche se è tardi, ma domani rischierei di trovare un disordine eccessivo, che non potrei sistemare.
Inizio presto la mattina, finisco tardi la sera, con pause irrisorie e di poco conto.
Questo mese finirà, ma di studiare non finirò mai, almeno per i prossimi cinque o sei anni e in fondo questo non mi dispiace. Sogno quella casa piena di libri, come in Fahrenheit 451, nascosti ovunque, ma non perchè sia vietato, perchè saranno troppi. Sogno una dimensione in cui ci sia spazio per me, per noi, per le nostre parole, per la nostra arte. Ti voglio un bene dell'anima e ancora non te l'ho detto. Non lo sto facendo neanche ora, ora che è tardi.
 
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martedì 12 giugno 2007,23:12
La mia fine sul tuo viso
Non c'era modo di fermarti.
Potevo solo guardarti, attraverso quel vetro dipinto di tutti i volti che scorrono nel giorno e nella notte di una città opaca.
Un vetro che corre.
I nostri sguardi si incrociano riflessi nello sporco della quotidianità, nella sera in cui, in un fragile istante sospirato, nasce il nostro amore.
Un sibilo, uno spostamento d'aria.
Chiudo gli occhi. Li riapro, e non ci sei più.

All'uomo della mia vita, fuggito in metropolitana.
 
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,13:37
Una pizza in compagnia
E' così che voglio ricordare il Liceo.
Voglio potermi ricordare di questi ultimi cinque anni come di ieri sera.
Intorno a un tavolo tra persone adulte, si può parlare liberamente, ridere, riflettere.
La soddisfazione di vedere i professori ridere ed essere felici dei nostri regali come se non aprissero un pacchetto da anni è stata enorme. Veder ridere lei, poi, davanti a quella cartina che è costata tanta fatica e sentirmi dire "per te niente raccomandazioni, perchè sei brava" è stato il momento più bello di tutta la serata. Forse portare in macchina i professori, stare sotto un tendone mentre diluviava, trovarci raccolti in modo disordinato qua e là, ha reso tutto molto più familiare e più semplice. Sono tornata a casa bagnata e felice e il fatto che queste poche righe risultino forse patetiche non mi interessa affatto. E' stato come ricevere un premio dopo cinque anni di lavoro e la serata di ieri, vale molto di più del voto che vedrò scritto su quei tabelloni.
 
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lunedì 11 giugno 2007,14:10
Aut aut et et
L'eterno ritorno, pessimismo cosmico, complesso edipico, oltreuomo, es, stadio estetico etico religioso, spirito dionisiaco, non c'è senso, ma Dio c'è o Dio è morto? La noia, l'insoddisfazione, l'alienazione, processo dialettico. Allora è et et o aut aut? La storia è una ruota che gira o una lotta di classi? La religione è salvezza o è oppio dei popoli? D-M-D' e P/(C+V), l'Io crea o l'Io determina? La società è una trappola? Siamo tutti dei nevrotici repressi? Pare infatti che la sessualità e la libido siano alla base di tutto, che tutti siamo casi patologici. Del resto siamo anche dei Singoli che muoiono nella folla. Poi c'è sempre da considerare la Natura, che non si capisce bene se è spirito oggettivo o forse è inutile, se anche lei concorre all'Assoluto oppure no. E se poi l'arte è davvero una via di comprensione o è solo vita estetica priva di senso. Perchè alla fine di vero non c'è niente e noi siamo qui ancora a farci venire dubbi sulla metempsicosi. (E ovviamente io, spirito dionisiaco).
 
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sabato 9 giugno 2007,17:20
Contraddizione
Penso di non aver mai desiderato così intensamente qualcosa.
E adesso che ci siamo, un po' di voglia di piangere ce l'ho.
 
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,14:14
LA TERZA G!
 
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giovedì 7 giugno 2007,19:31
Accidentaly
Ho voglia di....ma lasciamo perdere.

Mi fa uno strano effetto incontrarti, ho sempre detto che un paio di anni in più sarebbero stati abbastanza per farmi innamorare di te.
 
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mercoledì 6 giugno 2007,15:40
Risposta aperta a: "Come ti impollino la fede"
Avviso pre-lettura: sto per sbrodolare in quel modo che a qualcuno non piace per niente. Siete sempre in tempo per fermarvi.

Io sono credente.

Una persona intelligente riconosce la validità di una scoperta scientifica, riconosce che predicare determinate moralità non è più cosa buona e giusta per tutti, soprattutto in uno stato laico e non composto di soli italiani, uno stato che non può chiudersi nei suoi confini geografici, ma che ogni giorno deve affrontare quello che c’è al di là di essi. Una Chiesa che si professa Universale non può e non deve paralizzarsi. Nei testi sacri c’è molto di buono. Abbiamo dimostrato tempo fa che Giosuè non fermò il sole. La Bibbia non è un manuale. Anche Gesù parlava per parabole per essere capito da tutti. Allo stesso modo la Genesi ci racconta di Adamo ed Eva, ma non perché i fatti si siano svolti esattamente così.
L’idea di una grande esplosione universale, dello sprigionarsi dell’energia, l’idea che deriviamo da una nebulosa, che non è altro che un insieme di minuscoli frammenti di stelle, è molto poetica in fin dei conti, e può accordarsi bene anche con il nostro Credo.
A me piace anche pensare che non siamo un progetto pensato, messo in atto e finito, ma continuamente riesaminato e modificato. Insomma, io sono darwiniana. (E se devo dirla tutta, sono anche convinta che in questo progetto/esperimento ci sia ancora qualcosina da sistemare).
Questo è quello che penso del libro di cui ha parlato Magdi Allam e da cui è scaturito il discorso di Matteo Bordone. Quest’ultimo, parlando di fondamentalisti, estremizza abbastanza il discorso, con frasi così: “Fatto sta che il fondamentalismo religioso cristiano e quello musulmano puntano alla fine della ricerca, alla conservazione culturale e scientifica, all'appiattimento del sapere su un solo libro.”

Ecco, io in risposta a tutto il suo pezzo (Come ti impollino la fede) volevo solo dire che non credo ci sia così da preoccuparsi. Non so perché, ma ho l’impressione che sia difficile che qualcuno torni a credere alla storia del giardino e della mela. Il sapere e il desiderio di conoscere sono istintivi nell’uomo. In quello intelligente. Io vorrei essere ottimista e dire che quindi si sta parlando della maggior parte degli uomini.

Qual è il problema? Il problema è che la religione spesso è un instrumentum regni, come dicevano gli antichi, e che intortare la gente con le favole è facile e comodo.
La gente ignorante però, oppure quella disperata.
Non è che allora, lì dove attecchiscono queste teorie, che sembrano fuori dal mondo e fuori da ogni logica, manca prima di tutto un po’ di cultura? Parlo di quella di base. Giusto perché l’altro instrumentum regni, insieme alla religione (intesa allora come legame e quindi superstizione), è proprio l’ignoranza?

L’altra faccia della medaglia è il forte disagio, il famoso male di vivere, che sperimenta l’uomo del Novecento, ormai del 2000. La diffusione di sette strane come Scientology ne è la dimostrazione. Per farne parte, tra l’altro, bisogna anche avere una buona disponibilità economica. Bisogna avere tutto e non sapere più cosa ci manca.

Tanto per fare un parallelo azzardato. Sembra assurdo, a livello umano, che il nazismo abbia attecchito. Perché prima di dire che la gente era costretta, prima che accadesse questo, bisogna dire che il Partito Nazionalsocialista guidato da Hitler, tra il 1931 e il 1932, ha guadagnato il 92% dei voti. Non c’è stato nessun colpo di stato sanguinoso e armato. Il Nazismo è salito al potere legalmente. Dal 1933 in poi (dalla notte dei lunghi coltelli) è un’altra storia, è la storia di Hitler, ma prima i tedeschi, dopo il 1918, dopo il crac del ’29, erano un popolo disperato, ferito nell’orgoglio, povero e isolato. Hitler è stato furbo. Ecco perché.

Credo che con la religione succeda più o meno la stessa cosa.

Il raccolto quest’anno è perso? Tiriamoci da parte la gente bruciando la prima bella donna che passa in piazza. Spesso la religione diventa catarsi, che per sé stessa non significa nulla.

Sta a noi, persone intelligenti e dotate di raziocinio, capire che la religione deve essere prima di tutto uno stile di vita scaturito da un rapporto personale, sano e gratificante del singolo con l’Assoluto, uno stile alla cui base mettiamo il rispetto e l’amore, per poter vivere in società. Questo dovrebbe bastare. Quello che c’è intorno, spesso è di troppo e trae in inganno. La Bibbia serve a un credente, ma non deve mai e poi mai sostituire il sapere scientifico e la razionalità di cui Dio stesso ci ha dotati. Ecco perché Adamo ed Eva, per un credente intelligente, sono solo un racconto.

Non so se si è capito bene. Io vi avevo avvisati. Le prime righe di avvertimento non erano forse uno sbaglio.
 
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martedì 5 giugno 2007,19:22
Citazione
"Tutti coloro che scrivono sono un po' matti. Il punto è rendere interessante questa follia."
François Truffaut
 
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lunedì 4 giugno 2007,14:19
The History Boys

"The best moments in reading are when you come across something - a thought, a feeling, a way of looking at things - which you had thought special and particular to you. And now, here it is, set down by someone else, a person you have never met, someone even who is long dead. And it is as if a hand has come out, and taken yours."

"Pass the parcel. That's sometimes all you can do. Take it, feel it and pass it on. Not for me, not for you, but for someone, somewhere, one day. Pass it on, boys. That's the game I want you to learn. Pass it on."

Una sala per due, ultimo spettacolo. Un film coraggioso.
 
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domenica 3 giugno 2007,20:02
In bianco e nero
Mia nonna ha trovato una vecchia fotografia.
Di quelle belle da riguardare.
Un po' impolverata e offuscata dal tempo.
Un ricordo lontano. Una lacrima d'argento preme per bagnarlo.
La trattengo, insieme alle immagini di quei giorni di quasi ventanni fa.
Soffiare via la polvere scalda il cuore, in queste giornate così sbagliate.

Mia nonna ha trovato una vecchia fotografia.

E vedere in quei miei occhi di bambina tutto il mio oggi, mi fa tremare le gambe.
Guardavo le montagne, ascoltavo storie, ridevo dei loro canti così spensierati.
E cominciavo a stupirmi del mondo.
Della sua bellezza, della sua varietà, della sua grandezza.
Chissà se già allora sapevo che non l'avrei mai capito.
Chissà se già allora temevo di non essere capita.

Mia nonna ha trovato una vecchia fotografia.

La lacrima argentata ha il sapore del sale e del vostro amore.
Quei miei occhi sono gli stessi. Grigi e verdi, con troppa voglia di sapere.
E per questo devo ringraziare anche quei viaggi, viaggi che adesso faccio da sola.

Mia nonna ha trovato una vecchia fotografia.

Quelle siamo noi, tu ed io, nonna. E il nonno dietro l'obiettivo.
Quando mi tenevi in braccio, quando tenevo il mondo tra le dita.
E adesso, che sta per iniziare l'ultima settimana da liceale della mia vita, è l'oggi in quei due occhi di bimba a sfuggirmi tra le dita. Credo mi manchi il fiato.
Credo di aver bisogno di piangere e di farmi abbracciare.
Poi dico, non sei più quella bambina, sei una donna ormai.
E questo fa paura.

Mia nonna ha trovato una vecchia fotografia.

 
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sabato 2 giugno 2007,18:40
Ibs
Passeggiare tra gli scaffali, annusare la carta, lasciar scorrere la mano sulle copertine, leggere i titoli e le trame. Farsi catturare dalla prima pagina.
Passare del tempo in Libreria è una delle cose più belle che mi vengano in mente per stare in pace con me stessa e con il mondo che mi circonda.
Invece adesso sto aspettando un libro che mi arriverà per posta, sperando che il ritardo (già preventivato) non sia eccessivo. Del resto non tutto si trova in Libreria, neanche in quella del Corso. E bisogna ricorrere a questi nuovi mezzi, che tolgono tutto il gusto dell'acquisto, ma che mi permetteranno di avere tra le mani quel diario.

Grazie Papi :)
 
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venerdì 1 giugno 2007,14:39
Parole
Parole,
dove il cuore dell'uomo si specchiava
- nudo e sorpreso - alle origini; un angolo
cerco nel mondo, l'oasi propizia
a detergere voi con il mio pianto
dalla menzogna che vi acceca. Insieme
delle memorie spaventose il cumulo
si scioglierebbe, come neve al sole.

Umberto Saba

 
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