domenica 15 aprile 2007,21:58
Caffè nero bollente
E ammazzo il tempo bevendo caffè nero bollente
in questo nido scaldato ormai da un sole paziente
che brucia dentro di me, che é forte come il caffè
un pomeriggio così, oh no, non voglio star qui!
- Caffè nero bollente, Fiorella Mannoia -


Stappo la bottiglia.
E' lì da qualche giorno, come se esistesse un momento giusto per aprirla e gustarne il contenuto.
Quel liquido ambrato, amarognolo e latore di una pace dei sensi senza paragoni.
Da quando la mia piantina grassa è in buona compagnia e ha cambiato locazione, si è messa pure a parlare. Gode di ottima salute, sfrutta l'umidità dell'ambiente. Non soffre più, lei.
Avvicino la bottiglia alle labbra, vorrei chiudere gli occhi per conferire la giusta solennità al momento. Del resto questa birra compensa la coca-cola di ieri, e un sacco di altre cose, soprattutto. Vorrei, ma lei, che si sente in formissima (lei), ha deciso di guastare le feste.

- Sai che la domenica non sono mai di buonumore. Quindi non è una domanda da fare. Zittita. Uno a zero per me, palla al centro.
- Non volevo affatto chiederti come stai.
- Ah no?
- Sei diventata monotona.
- Tesoro, tu pungi, io soffro. E' la vita.
- Quindi sarebbe colpa mia?
- Scema, ovviamente no. E' che di cactus sulla strada ne ho trovati tanti.

E adesso chiudo gli occhi e con un gesto teatrale ingoio voracemente un bel sorso di birra.

- Sei penosa.
- Tu, ti sei vista? Non reggeresti neanche un goccetto di questa roba nel tuo terriccio.
- Cosa centra? Sono astemia.

E giù un altro sorso, a stomaco vuoto, giusto per sentire meglio l'effetto che fa.
Mi gira leggermente la testa, ma è una sensazione vagamente piacevole.

- Come va?
- Hai detto che non me l'avresti chiesto.
- Ho cambiato idea, non si può?
- Schizofrenica.
- Allora, come va?
- Senti. Te lo ripeto. Lascio andare. E questa cosa mi fa venire l'orticaria.
- ...

Dopotutto, mi mette a mio agio, la piantina. Che sta alla grande, lei.

- Ok, è successo di nuovo, sì, insomma, stavo guardando la caffettiera sul fuoco e il caffè è uscito.
- Ancora?
- Eh sì. E sai che queste cose mi fanno diventare acida come uno yogurt scaduto.
- Ho notato.

E' adorabile, sembra capire seriamente il dramma di tutto quel caffè sparso sulla cucina del gas davanti al mio sguardo attonito. Il suo sguardo invece è stranamente indecifrabile.

- Ieri sera ho bevuto una coca-cola e mi sono dimenticata di chiedere di non metterci il limone.
- Un dramma. Questo spiega tante cose.

Finisco la mia birra.
Guardo la piantina, tutta felice e con le spine dritte dritte, lei.
Metto il tappo alla bottiglia, apro il frigo, appoggio la bottiglia al suo posto.
E sul piano cottura, un laghetto di caffè ancora da prosciugare.

 
scritto dalla vale* Permalink ¤


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