venerdì 2 marzo 2007,21:03
Donna selvaggia donna
Macchie di inchiostro rosa si dilatano su pagine opache.
Un’altra vittima, crudele carnefice di un cuore in tumulto, è rimasta invischiata, per errore, o forse temeraria follia, tra parole ardite e nuove.

Scuoto il piccolo contenitore di vetro e sento quel leggero tintinnare che adoravo da bambina.
Apro piano piano, svitando e lasciando che un forte odore mi penetri nelle narici. E’ amaro, fastidioso, ma affascinante, se penso che è un odore avvezzo ai nasi di tante donne.
Osservo il pennellino e il colore e poi timidamente, per gioco, dipingo con cura l’unghia dell’indice sinistro. Non basta per rendere l’idea.
Immergo di nuovo il pennellino nel vasetto, lo faccio colare sui bordi di vetro, lo passo anche sul medio.
Ci prendo gusto e allora dipingo tutte le dita della mano sinistra.
E sono soddisfatta. Mi sembra di essere una bambina che gioca a fare la donna.
Anche la mano destra.
E poi scrivo veloce con la tastiera, guardo l’effetto che fa.
E’ divertente. Il cotone e l’acetone mi scrutano dallo scaffale, attendono il momento in cui deciderò di tornare normale e togliere questo rosso dalle unghie.
E’ un rosso talmente violento che temo serva a nascondere qualcosa.

Tiri la coperta.
E da qui il ricordo svanisce, perché c’è quello che basta.
E’ aria pulita.
Aria liquida e carezzevole.
Aria buona e aria fresca.
Eppure.

 
scritto dalla vale* Permalink ¤


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