mercoledì 14 marzo 2007,15:16
Debolmente carnale
E’ sufficiente un sogno insolito, una sensazione di piacere dal sapore nuovo, un volto sconosciuto e una bocca dai contorni sfuocati.
Questo mi dona un sorriso, nient’altro.
E per un giorno intero, ripensando a quelle mani, a quelle statue, a quel lenzuolo bianco, ogni cosa sembra stranamente più piacevole, carnale, buona.
Suscita leggerezza e consapevolezza insieme ed è questo che serve per sorridere della mia tristezza.
Cedere, cedere innocentemente a un’immagine della mia mente.
Se tu sapessi, se anche tu avessi visto con me e non accanto a me quelle statue, quel lenzuolo, forse sorrideresti anche tu.
Mente bianca, accecata dall’assurdità, del sogno e del pensiero lucido.
La follia che ristagna nel mio cuore e nella mia mente.
Qualcosa che scalpita dentro, che vuole essere liberato.
Cerco la libera espressione di me stessa, in giornate talmente piene da apparire verso sera vuote e insignificanti. Prendere l’automobile e percorrere strade conosciute, con la musica alta e un sorriso beffardo che scalfisce un volto tormentato da nodi troppo stretti per essere sciolti con le sole parole.
Eppure io nutro una sorta di venerazione per il mistero e il potere che può essere racchiuso in una singola parola. Se ad usarla sono io o uno di quei pochi che vale la pena di leggere.
Cerco chi sappia penetrare nel significato nascosto delle mie parole.
Chi susciti in me desiderio di leggere nelle sue parole.
Due occhi in cui perdermi.
Mani tra le quali sciogliere il mio corpo annodato.
Bocca alla quale cedere dolcemente, innocentemente.
Ad occhi chiusi, con il respiro reciso dal desiderio.
Semplicemente il bisogno di stringerti.


Listening to: Clocks, Coldplay
 
scritto dalla vale* Permalink ¤


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