mercoledì 28 febbraio 2007,18:56
Scusa ma ti chiamo amore
Cerco di stare al passo con la mia età. Approfitto dell'influenza e lo leggo, questo libro di Moccia che mi ero rifiutata anche solo di sfogliare. Poi, arrivata all'ultima pagina, scrivo la mia solita "recensione". Lo chiudo. E lo metto via, da qualche parte.

Buongiorno, mondo. Niki si stiracchia. Oggi me lo fai un regalo? Vorrei alzarmi dal letto e trovare una rosa. Non rossa. Bianca. Pura. Tutta da scrivere come se fosse una pagina nuova. Una rosa lasciata da qualcuno che mi pensa e che non conosco ancora. Lo so. Un controsenso. Ma mi farebbe sorridere. La prenderei e la porterei a scuola.
L'appoggerei sul banco, così, senza dire nulla. Le Onde arriverebbero tutte curiose.
"Ehi! Chi te l'ha regalata?"
"Fabio?"
"Che ci riprova?"
"Seee, lui una rosa, semmai un cardo secco!"
E giù a ridere. E io che non rispondo ancora. La lascerei lì per tutta la mattina. Poi all'ultima ora staccherei un petalo alla volta e con un pennarello blu scriverei, una lettera alla volta, la frase di quella bellissima canzone: "C'è un principio di allegria, fra gli ostacoli del cuore, che mi voglio meritare..." e poi lancerei quei petali dalla finestra. Il vento se li porterebbe via. Magari qualcuno li troverebbe. Li rimetterebbe in ordine. Leggerebbe la frase. E mi verrebbe a cercare. Forse lui. Già. Ma lui chi?


Come se non ti assomigliasse. Come se non ti ricordasse te, ogni mattina, quando ti svegli, apri gli occhi piano piano, un po' svogliata e un po' entusiasta, e pensi che forse questa giornata ti riserverà finalmente qualcosa di nuovo.
Buongiorno, mondo. Oggi la Vale non ha la febbre.

"E come fai, tanto ormai hai il tuo autista personale, no?"
"Macchè, oggi devo andare in un sacco di posti e senza di te"
"Ah, certo"
"Che vuol dire 'ah certo'?"
"Che certo non ero previsto. Non potevi prevedere di andare in questi posti con me"
"E certo, non ci conoscevamo..."
Niki scende dall'auto. "Tu sei solo un incidente". E chiude lo sportello.
"Sì, lo so. Ma un incidente può essere positivo o negativo. Dipende da come lo vedi. Da come cambia la tua vita da quel giorno in poi...no?"

Come se lui non fosse stato un incidente. Come se tu non avessi voluto dirglielo, così, senza troppi giri di parole. Dirglielo e basta e sentire quella risposta e poi andare avanti e dirgli che lui, l'incidente...era stato tutto positivo. E grazie. Ecco, era questo che forse avrei voluto dirti.

- Scusa ma ti chiamo amore, Federico Moccia -

Due giorni, due estratti.
Davvero meno del previsto per togliermi di torno questo scomodo libro.
Non è la mia storia, non lo sarà.
E lascia un sapore amaro sui polpastrelli inserire un invisibile punto di domanda alla fine di queste righe scarabocchiate con furia, dopo due giorni in cui mi sono dedicata a un libro da adolescente vuota (o piena di qualcosa che non so?) e zuccherosa.
Perchè in fondo non mi dispiace.
Semplicemente, non mi si addice.


Listening to: Pictures of you - The Cure
 
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lunedì 26 febbraio 2007,20:58
Quale di me.
Sono seduta su un divano rosso, ho un vestito nero di seta che mi arriva fino alle ginocchia, con le spalline strette, la scollatura quadrata e la vita alta, le superga ai piedi, sorseggio champagne (ovviamente Moet&Chandon). Abbandonato in grembo il mio taccuino e la mia penna, lascio che mi circondiate, liberati per qualche istante dalle mie pagine consumate. Ho 39 di febbre.

Vorrei avere intorno a me quell’aura di maledizione che si addice a un’artista.
Perché, non senza una buona dose di presunzione e orgoglio, mi sento parte della categoria.
Almeno con un pezzo di me. Almeno con quella parte di me che si dedica alla scrittura.
A volte, in serate tormentate e romantiche (nel senso letterario del termine) come questa, vorrei poter interrogare ciascuno degli uomini del mio inchiostro e sapere da loro, davanti a una birra o a un buon caffé, quale di me vedono.
Quale di me, quale dei tanti frammenti che sono.
Perché? Perché in questo istante, in questi giorni di febbre, in queste settimane di incertezze, mi sono ridotta in pezzi. E chissà quale di me ognuno di voi conosce.
E sarò sincera, alla fine mi interessa solo sapere quale di me conoscono gli uomini del mio inchiostro, solo loro. Sono gli unici con cui mi impegno consapevolmente a tirare fuori qualcosa. Sempre ammesso che qualcuno di loro sappia di esserlo, un uomo del mio inchiostro, invischiato tra macchie di colore e di parole lasciate senza ritegno tra le pagine del mio taccuino nero come la pece. Siete tanti. Mentre ero in preda al delirio febbricitante ho provato a contarvi. Non che sia impossibile, ma avete fatto ressa per emergere. Almeno tra le pagine, almeno tra i miei sogni vaneggianti.
Sono giunta a pirandelliane conclusioni, poco rassicuranti, decisamente difficili da accettare, poco serene da vivere, ma molto interessanti.
La frammentarietà dell’individuo. La complessità dell’identità, che va a perdersi nella mente di ciascuno, perché ognuna di quelle identità sarà vera, ma non completa. E se è vero che abbiamo bisogno degli altri per conoscere noi stessi, le cose diventano davvero difficili per noi.
Per me, visto che forse ho una mentalità astrusa e sono tra quei pochi che si complicano l’esistenza con domande scomode. La mia vita diventa enigmatica e oscura per volontà mia.
E adesso, quando mi guardo allo specchio, quale di me vedo?
Voi, uomini del mio inchiostro, quale di me vedete?
Io, per il momento, fatico a trovarmi.
Listening to: Low - Coldplay
 
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,17:03
E adesso?
Il problema è che, a modo tuo, sei diventato parte della mia vita.
E arrivati a questo punto è impossibile tornare indietro.
 
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,12:49
Clap clap
Applausi a Martin Scorsese, quattro oscar meritatissimi. Ho visto "The Departed" martedì scorso e mi era piaciuto moltissimo. Nudo e crudo, con un Leonardo di Caprio divino, che dimostra tutto il suo talento di attore.
Applausi a Helen Mirren, per la sua ottima interpretazione in "The Queen".

Applausi all'italiana Milena Canonero, premiata con la statuetta per la terza volta, per i costumi di "Marie Antoinette" di Sofia Coppola. Abiti, scarpe e accessori da capogiro, forse sono proprio questi a rendere bello il film.
Applausi a Ennio Morricone e alle sue lacrime.
Applausi per Little Miss Sunshine, che vince con Alan Arkin il premio per il miglior attore non protagonista e con Michael Arndt per la miglior sceneggiatura originale.
Peccato per Babel, che forse si sarebbe meritato qualche riconoscimento in più di quello della miglior colonna sonora.
Peccato per Leonardo di Caprio, che ogni anno è seduto ad assistere e non si porta mai a casa niente, ma che comunque continua a dimostrare la sua bravura, perciò io l'applauso glielo faccio lo stesso.
Applausi per il buon cinema in generale, che è la forma d'arte più valida che ci sia in circolazione e che abbiamo a disposizione. Speriamo sia sfruttata sempre meglio, al meglio e per il meglio.

Non mi esprimo sugli altri riconoscimenti, perchè non ho ancora visto i film chiamati in causa.
 
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,12:27
E allora?
Io mi chiedo semplicemente che cosa vorresti sentirti dire.
 
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venerdì 23 febbraio 2007,19:57
Il velo dipinto
Kitty serrò le mani e lo guardò con angoscia.
"Ebbene?".
"Supponiamo che non ci sia, una vita eterna? Pensi a cosa significa, se la morte è davvero la fine di tutto. Avranno rinunciato a tutto per niente. Sono state truffate. Prese in giro".
Waddington rifletté qualche momento.
"Non so. Non so se ha importanza che ciò a cui mirano sia un'illusione. La loro vita è bella in sé. Ho idea che la sola cosa che ci permette di guardare senza disgusto il mondo in cui viviamo sia la bellezza che gli uomini di tanto in tanto creano dal caos. I quadri che dipingono, la musica che compongono, i libri che scrivono, la vita che vivono. Fra tutte, la cosa più ricca di bellezza è una vita bella. E' questa l'opera d'arte più perfetta".
Kitty sospirò. Era troppo astruso. Avrebbe voluto qualcosa di più.
"E' mai andata a un concerto sinfonico?" continuò lui.
"Sì" sorrise. "Di musica non so niente, ma mi piace".
"Ogni orchestrale suona il suo piccolo strumento, e cosa che crede che sappia delle complicate armonie che si dipanano nell'aria indifferente? Si preoccupa solo della sua particina. Ma sa che la sinfonia è bella, è bella anche se non c'è nessuno che l'ascolta, e lui è contento di suonare la sua parte".

- Il velo dipinto, W. Somerset Maugham -
 
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,13:52
La mia nemica Mukka
Oggi non ho pianto, mi sono trattenuta, mentre la Mukka per fare il cappuccino esplodeva davanti ai miei occhi assonnati e il piano cottura veniva invaso da schiuma di latte e caffè. Quella caffettiera non fa per me, come nessun'altra caffettiera. Faccio sempre uscire il caffè, sempre. E se riesco ad abbassare la fiamma al momento giusto, lo rovescio mentre lo verso. E' più forte di me e della mia attenzione. Posso concentrarmi, anche più di quanto stia facendo dalle 9 di stamattina sul libro di filosofia, ma il caffè strariperà comunque. E' stata davvero un'esplosione. Latte e caffè schiumato ovunque.
L'esaurimento ha ormai preso il sopravvento in modo irreparabile. Ieri altro attacco di emicrania: ho consegnato una verifica di matematica di cui ricordo poco e niente.
E la visita dal neurologo è per il 18 aprile.
Cosa sarà di me nel frattempo è impossibile saperlo.
Se riceverò nuovi stimoli di cui ho tanto bisogno, se troverò il "freddo trasgressivo new-yorkese" che possa dare una carica alla mia ripetitiva esistenza quotidiana, se studiare così tanto mi porterà da qualche parte, se...se...queste sono solo domande le cui risposte sono da lasciare alla fervida immaginazione di chi le ha poste. Una mente caotica e al momento piuttosto disperata.
 
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giovedì 22 febbraio 2007,17:57
Mai più sola...


...almeno lei.
Perché il senso di solitudine che attanaglia il mio corpo in questi giorni è diventato ormai insopportabile. E vedere almeno la mia piantina grassa in buona compagnia, mi scalda un pochino il cuore.
Asciugo le lacrime. Ho imparato che trattenerle, anche se per piangere non c'è un vero motivo, porta solo a scoppiare con più violenza.
Così quando ho bisogno di farlo, piango. Lasciando che sguardi allibiti mi scrutino con circospezione, cercando un dolore che non esiste. Un dolore che è solo una sensazione fastidiosa. Dovuta alla stanchezza.
Membra intorpidite, mente e anima disfatte.
Percepisco qualcosa di me stessa che è solo il brandello di uno straccio usurato.

Listening to: I don't like it like this - The Radio Dept.
 
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mercoledì 21 febbraio 2007,22:35
Poi la notte
EFESTO
[...] Figlio di Temi, la dea del giusto consiglio, tu hai pensieri troppo alti; e io non per mio volere -e certo contro la tua volontà - ti inchioderò con catene indissolubili a questa vetta deserta, dove non potrai udire voce umana né vedere l'aspetto di alcuno dei mortali; e qui la vampa incandescente del sole infuocato muterà il fiore della tua pelle. Poi la notte con il suo manto trapunto di stelle nasconderà la luce, e tu ne avrai conforto, e di nuovo il sole dissiperà la rugiada mattutina: ma sempre ti logorerà l'assillo del male presente, poiché non è ancora nato chi debba liberarti. Questo hai guadagnato con la tua passione per gli uomini: perché tu, che sei un dio, non hai temuto la collera degli dei, e ai mortali hai concesso onori più del giusto. In cambio di ciò, monterai la guardia a questa rupe del tuo dolore, ritto contro di essa, privato del sonno, senza piegare le membra. Molti gemiti e lamenti urlerai invano, poiché non conosce pietà il cuore di Zeus: aspro è chiunque da poco tempo abbia il potere.

- tratto dal prologo del "Prometeo incatenato" di Eschilo -
 
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,21:14
The Departed

"Quando avevo la tua età ci dicevano che potevamo diventare poliziotti o criminali.
Quando hai davanti una pistola carica, qual è la differenza?"
- tratto da "The Departed - Il Bene e il Male" di Martin Scorsese -
 
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,20:36
Occorre un piano
"Se desideri una cosa, nessuno te la regala. Devi prendertela."
- all'incirca tratto da "The Departed - Il Bene e il Male" di Martin Scorsese -

Piano per annientare il Capo dei Pesci (=Pia):

1.tutti puntuali
2.appello (e gliela mettiamo nel c**o con la nostra presenza)
3.esordiscono ziaValeria e Teo
4.tutti intervengono
5.RISSA!! = cartellamento --> capo= Luca Grieco!

E che la forza sia con noi. Amen.
 
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sabato 17 febbraio 2007,14:04
Follia
Mi ero appoggiato con un gomito al tavolo, e la guardavo con un'espressione di partecipe, aperta curiosità.
"Essermi innamorata, questo mi sembrava inebriante".
Ci fu un attimo di silenzio.
"Già, l'amore" dissi. "Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?".
Qui Stella fece un'altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese: "Se non lo sai non posso spiegartelo".
"Allora non si può definire? Non se ne può parlare? E' una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient'altro. Esiste, e basta".
"Queste sono parole, Peter" mormorò Stella.
"Forse" dissi un po' piccato. "Ma sono anche l'unica cosa che abbiamo. Vorrei chiederti di considerare la possibilità che questo tuo amore, in realtà, fosse la copertura di qualcos'altro".

- Follia, Patrick McGrath -
 
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venerdì 16 febbraio 2007,21:37
Crolla la fortezza del mio debole per te
E come sempre sei la descrizione di un attimo per me,
e come sempre sei un'emozione fortissima*
Potrei mentire a me stessa, ma non ne sono capace.
Adesso è semplicemente bello, poter vivere questa emozione così serenamente.
Sorridere di fronte a ricordi scomodi.
Tu seduto a guardarmi, io con gli occhi chiusi.
Se solo trovassi il coraggio di aprirli.

* La descrizione di un attimo - Tiromancino
 
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mercoledì 14 febbraio 2007,19:55
Little Miss Sunshine

Una storia semplice, divertente e commovente al tempo stesso.
Esco dalla sala con le lacrime agli occhi senza sapere se succede perché ho riso troppo o perché sono una stupida sentimentale.
 
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,19:13
Ingenua
E' così sbagliato?
Voglio dire...credere nelle persone, scommettere sui rapporti.
A volte mi sento proprio un'ingenua.
 
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,14:01
Se l'amore è Amore
Penso che se l'amore è davvero Amore, non c'è bisogno di un giorno segnato sul calendario per festeggiarlo.
Se l'amore è Amore e si è in due a crederlo, oggi è un giorno come gli altri.
Le feste servono per non dimenticare, per ricordare, che forse suona meglio.
Se ci serve una festa anche per ricordarci che ci amiamo, allora siamo davvero vicini alla fine più di quanto si immagini.
Io auguro a tutti gli innamorati di dimenticarsi che oggi è San Valentino.
E consiglio a tutti gli altri di fare altrettanto ;)

Listening to: Tekno love song - Cocorosie
 
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lunedì 12 febbraio 2007,16:57
Patentata!
Finalmente, a cuor leggero, posso mandare a quel paese la motorizzazione che tante volte in questi mesi ho sognato di incendiare.
E tanto per essere chiari, l'8 gennaio 2007, per la sottoscritta, non è mai esistito. Un buco temporale.
Troppo felice. Nonostante la pioggia!!
 
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sabato 10 febbraio 2007,18:28
Parola chiave
Follia: il libro di Patrick McGrath che ho comprato oggi.

Follia: le scarpe che ho comprato. E mi chiedo ancora il perché.

Follia: pochi minuti fa ho spedito tutto in busta chiusa.

Follia.
 
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venerdì 9 febbraio 2007,21:40
La mia piantina grassa
La mia piantina grassa soffre. Ogni giorno la guardo e la trovo un po’ più deperita. E’ difficile da curare, perché necessita di una quantità di acqua minima, ma entro i tempi giusti. E io questi tempi non li ho ancora capiti. Non posso sopportare l’idea che abbia sete, sarebbe tremendo; ma non posso neanche gonfiarla come un gavettone, altrimenti marcisce. In realtà temo che l’ambiente non le sia particolarmente congeniale, forse avrebbe bisogno di ordine e di luce, piuttosto che di carta e penne, polvere e libri. Assiste impotente alle mie fatiche letterarie e io la considero una buona compagna, per il suo silenzio e la sua presenza costante, nonostante le mie poche cure. E’ strano, perché un conto è avere il pollice verde e un conto è desiderarlo. Io adoro i fiori, ma faccio morire subito le piantine, neanche fossero pesciolini rossi. Questa resiste da prima di Natale. E se le regalassi una compagna? Un’altra piantina grassa, magari un pochino più grassa, giusto per concederle un massaggino all’ego e risollevarle le spine. Forse si sentirebbe meno sola e in fondo in fondo, anche io.

Listening to: In my solitude - Billie Holiday, Duke Ellington
 
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giovedì 8 febbraio 2007,18:21
Sami po sebe
"I ragazzi di San Pietroburgo è un romanzo che racconta gli anni Novanta come un'epopea tragica e sderenata di un desiderio emulativo. Non l'Occidente ma i suoi consumi plasmano la vita dei protagonisti."
- Enzo di Mauro, Corriere della Sera -

"Ma hai detto di sì per davvero?" tornò a chiedere diffidente.
Marina fece cenno di sì con il capo. I suoi occhiali stesero in parallelo due lunghi sprazzi scintillanti.
A Tema* sembrò che una mano sapiente avesse appena tolto qualcosa dal centro del suo essere, che subito si era fatto indistinto ed evanescente. Forse qualche importante ingranaggio, un perno cruciale, fragile e trasparente, e appena tolto l'aveva portato a un'altezza stratosferica, per guardarselo come un termometro. Sentì che tutto in lui smottava verso la beatitudine, provò mancanza di peso, un'euforia fluida, la lenta puntura di un'inebriante felicità in dissolvenza. Il mondo attorno a lui si fermò per un istante, e gli sembrò che in quell'istante uscire da quel mondo sarebbe stato facile come prendere Marinocka in braccio, uscire dall'appartamento semidemolito, passando accanto a estranei inutili e indesiderati, immobili come statue di cera, e attraverso la porta previdentemente staccata arrivare direttamente nel transpersonale, ultrapercettivo, inenarrabile anfiteatro del Paradiso, srotolatosi come un'ardente transfinita Las Vegas e dilatato come un nuovo big bang.

- I ragazzi di San Pietroburgo, Sergej Bolmat -

* Sulla "e" ci sarebbe la dieresi, quindi il nome del protagonista si legge Tioma.

Sergej Bolmat, nato a Leningrado (oggi San Pietroburgo) nel 1960, durante gli anni Ottanta ha militato negli ambienti underground, allestendo mostre negli scantinati e lavorando per il cinema, per cui ha realizzato scenografie, sceneggiature e regie. Trasferitosi a Colonia nel 1998, ha scritto I ragazzi di San Pietroburgo, pubblicato inizialmente a puntate su Internet, e quindi da una casa editrice russa. E' stato un successo clamoroso e Bolmat è diventato autore di culto.
 
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mercoledì 7 febbraio 2007,21:05
"Caro" Ing. B.
Il sovraccarico genera dispersione o esaurimento.
Esplosione o scoppio?
Ti dirò, per la prima volta nella mia vita non so quale sia la parola giusta, se quella che suona meglio o quella che, ingegneristicamente parlando, fa la differenza.
Rischio la paranoia. O forse ci sono già dentro in pieno. Sai cosa è successo? Stanotte ho sognato che ero sul balcone dei miei nonni e che da qualche parte in città c'era un lancio dei palloncini, come quelli che si fanno in oratorio, e che il cielo veniva occultato da migliaia di palloncini colorati. Freud avrebbe avuto da lavorare al riguardo.
E poi puoi vederlo da te, sono le nove passate di sera e io ci sto ancora pensando. Sentiti in colpa. Mi hai portata alla pazzia e rischio di fare la fine di Sylvia Plath, magari anche prima dei 31 anni. E' un problema esistenziale...devo sostituire quel palloncino con una stufetta elettrica?? :)
 
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martedì 6 febbraio 2007,15:08
Ma pensando a me
(...)
I tuoi malumori, d'altra parte,
arrivano per posta amorosamente regolari,
bianchi e vani, espansivi come il gas.

Non c'è un giorno al riparo da notizie di te,
magari a spasso in Africa, ma pensando a me.

- da "La rivale" di Sylvia Plath -
 
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lunedì 5 febbraio 2007,21:37
E'
Fine settimana intenso. Giornata di 48 ore, perchè il sonno è un desiderio non esaudito: loro ti calpestano e tu puoi solo tenere gli occhi chiusi, cercare di dimenticare il pavimento sotto di te e distrarti dallo scalpiccio dei loro piedi e dal mormorio delle loro voci, perchè il tuo rimprovero entra da un orecchio ed esce dall'altro e le tue occhiate che incenerirebbero un comune mortale non servono neanche a intimorirli. Cari preado, in fondo li adoro. Nei loro panni, qualche anno fa, avrei fatto la stessa cosa (forse avrei ubbidito un pochino di più, ma questi sono dettagli!).
Rassicurante: rendermi conto che mettendomi in gioco capisco molto di più. Sono tornata distrutta, ieri sera avevo le pile completamente scariche, ma ho portato a casa appunti e riflessioni, i loro sorrisi e la loro voglia di divertirsi insieme.

Divertente: vedere come la mia scrivania, quest'unico metro quadro che, insieme al mio letto, è mio ed esclusivamente mio, diventi sempre più simile a un ufficio condensato. Ormai c'è tutto, a partire dalle scartoffie, indispensabili per sentirmi a mio agio. Il portatile e la nuova stampante/scanner/fotocopiatrice completano il quadro, con il cellulare, il telefono, le penne, la lampada, i post-it, il cactus e i cavetti. Ovviamente un portaoggetti/fogli/cianfrusaglie pieno oltre misura nell'angolo (se una scrivania a forma di arachide ha un angolo!). Sotto, vicino ai miei piedi, oltre a un portariviste stracolmo di fuffa e a un cestino dei rifiuti improponibile, c'è una centrale elettrica...e questo è il lato preoccupante e pericoloso del mio ufficio. Manca solo la foto in cornice d'argento dei miei figli.

Sconcertante: rendermi conto che oggi ho chiuso i libri di greco alle ore 22.00 e che comunque ho ancora qualche buco qua e là. Pare che finalmente sia entrata nell'ottica esame di maturità (su cui per ora preferisco non soffermarmi, meglio stendere un velo pietoso) e che abbia segretamente e involontariamente deciso di dedicarmi allo studio per tutto il pomeriggio.

Unico: mettere la parola fine. Uno ogni dieci ci riesco. E questa volta il punto c'è, e al momento giusto.
 
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,18:54
5 febbraio
E siamo a quattro.
Incredibile, come il tempo passi velocemente.
E come le cose possano rimanere immutate al suo scorrere.
 
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sabato 3 febbraio 2007,14:16
Sotto magnesio
PANTA REI

Ovvero TUTTO SCORRE.

E mettiamoci una pietra sopra.
 
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giovedì 1 febbraio 2007,20:33
Scommettiamo?
Perchè se varia è più divertente.
Perchè se difficile dà più soddisfazioni.
Fa venire l'emicrania, ma questo è il prezzo da pagare per non annoiarsi e a me stare ferma non piace. Penso tanto e questo spesso significa troppo.
Eppure. Tutto è una scommessa.
Caro, caro Pascal, forse perchè così semplice da capire, mi torni sempre in mente.
E' vero, verissimo. E' una scommessa anche con Lui. E se lo è con Lui, perchè non dovrebbe esserlo anche con tutti gli altri?
Io ci sto.
 
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,14:52
Cinema at home



 
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