lunedì 22 gennaio 2007,14:17
Ogni volta che arriva gennaio
Ho voglia di scrivere al contrario*.
In un modo insolito, perchè non c'è abbastanza movimento. Non come lo vorrei.
Gennaio è il mese dell'inizio ed è sempre terribilmente difficile da gestire. Ci si aspetta sempre qualcosa di grande ed è un atteggiamento mentale ingenuo. In cui cado irrimediabilmente e pericolosamente.
Sarebbe meglio non guardare all'inizio e non pensare alla fine, ma proseguire per il gusto di farlo. Non so se mi spiego. Quando si cammina in montagna bisogna lasciarsi distrarre dal paesaggio, dal cielo, dalle rocce, dai fiori, dalle nuvole, dall'aria buona.
Non si deve guardare indietro per vedere da dove si è partiti, non bisogna alzare lo sguardo verso la vetta. Bisogna camminare, ridere quando si cade, per imparare che bisogna stare più attenti, sostare, riprendere fiato e riflettere, ma non distrarsi dal cammino.
E' questo che sbaglio ogni volta che torna gennaio. Mi circondo di buoni propositi, penso stupidamente che sia un momento propizio per ricominciare da zero. Ma lo zero non esiste. E noi siamo quello che facciamo, giusto o sbagliato che sia.
Rimane la necessità, il bisogno impellente di movimento. Lo avverto come un prurito ed è una sete che non riesco ad esaurire.
Così faccio un'altra cosa molto stupida. Fisso un paletto e c'è scritto sopra "maturità".
In un certo senso un paletto imposto, e forse non è neanche così sbagliato. L'importante è che si esaurisca questo interminabile e opprimente gennaio.

*sulla mia inseparabile Moleskine ho potuto farlo, qui, per ovvi motivi, no.

Listening to: Eppure sentire (un senso di te) - Elisa
 
scritto dalla vale* Permalink ¤


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