mercoledì 31 gennaio 2007,20:59
Che sarà se...
Mi ha chiesto che sarà se,
e che succederà se poi.*

Quella voce dentro di me.
E che sarà se?
Sarà bellissimo, lo so. Perchè per una volta sembra giusto.
Talmente giusto da non poter essere vero.
Era troppo tempo che rimanevo in bilico sull'orlo di quel burrone senza trovare il coraggio di buttarmi. Mi sono lasciata andare e per un attimo, per un brevissimo attimo, è stato stupendo.
Se poi...
...poi c'è il nulla, il vuoto di un'altra illusione, questa volta solo un pochino più pulita, questa volta generata da qualcun'altro, questa volta indolore.
Indolore. Mi spinge quasi al sorriso, questa mia ingenuità.
Dico solo "peccato"! Era troppo giusto per essere vero..rimane solo la perplessità e un altro pacchetto di domande da nascondere da qualche parte e dimenticare presto, insieme a un non-invito.
L'emicrania ha cancellato un giorno dal mio calendario, forse anche i due precedenti.
E il diamante, per una volta, non mi ha tradita. Anche se.
Sento uno spiffero un po' più forte degli altri. Guardo meglio attraverso questa parete apparentemente infrangibile e noto qualcosa di inaspettato. Mi manca il fiato. La crepa si è allargata. E questa, comunque sia, è una cosa meravigliosa.

Listening to: All good things (come to an end) - Nelly Furtado

*tratto da "I ragazzi di San Pietroburgo" - Sergej Bolmat
 
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,13:40
Amaro verdetto
Il mostro che si insinua nel mio cranio quando ha voglia, che mi rosicchia il cervello, che mi chiude gli occhi e mi costringe a dormire per ore, senza lasciarmi nemmeno la forza di mangiare o di bere, si chiama emicrania.
E' un mostro e come tale sarebbe necessario un impavido cavaliere per scacciarlo definitivamente, ma pare che questo cavaliere non esista ancora e che di conseguenza la povera principessa, ovvero la sottoscritta, sarà costretta a subire gli attacchi del nemico per tutta la vita. Andrò dal Mago Merlino (neurologo), che potrebbe consigliarmi un incantesimo (terapia) per tenerti a bada (perchè sconfiggerti è impossibile). Per ora ho una polverina magica (magnesio con cui imbottirmi per dieci giorni al mese) per diminuire i tuoi attacchi. Non mi fai paura. Arriverà anche l'impavido cavaliere. Oh.
 
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martedì 30 gennaio 2007,20:29
Biscotti, ovvero "Le Ricordanze di pastafrolla"
Oggi pomeriggio, vittima di una terribile crisi apatica, ho provato in qualche modo a porvi rimedio. Ho ritrovato delle formine colorate che mi erano state regalate a Natale l'anno scorso, dentro a una scatola che riepilogava buona parte della mia vita. Rileggo con estrema nostalgia "giampini". Quei due ragazzi mi mancano da morire. A volte sono tentata di tornare giù in negozio e di pregare il padre di riassumermi, ma essendo stato un mio rifiuto e non un "licenziamento" ad allontanarmi da loro a settembre e non avendo il tempo necessario da dedicare loro, mi tocca lasciarli tra i ricordi e metterci una pietra sopra, almeno per quest'anno. E visti i progetti futuri, temo anche per i prossimi. Comunque...stavo parlando delle formine colorate, giusto.
Ho fatto dei biscotti. Non so perchè, ma nel piatto ora non ci sono esattamente le stesse forme che ho infornato, forse c'era tanto lievito e si sono ingigantiti esageratamente, ma sta di fatto che sono proprio buoni, tanto da sentirmi dire: "da sposare". Già, ma da chi?? Uf, non aggiungiamo dolore al dolore..gustiamoci questa delizia..e basta. Non è molto meglio?
 
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,14:04
Colpo di stato!
Sto cominciando a capire. Sapete una cosa?
Alla ziaValeria non la si fa.
Deve essere andata più o meno così.
Avete cercato di uccidermi, facendomi investire da un camion, ma un camion di quelli grossi.
Così ieri mentre ero in preda al delirio, costretta a letto dal mal di testa e dalla nausea, voi avete avuto campo libero per organizzare il vostro colpo di stato.
Ma avete fatto i conti senza l'oste, cioè senza la sottoscritta.
Perchè io poco alla volta mi rimetto in piedi.
Ho cercato di mantenere un governo democratico, sono venuta incontro ai vostri bisogni, ho portato le vostre idee in seconda e sono stata aggredita verbalmente (poco ci mancava che si passasse anche alle mani!) senza mai venire meno al mio compito (tanto la Pia mi odia già)...e questo è il vostro ringraziamento? Falsificare una firma e prendere le mie veci senza il mio permesso?? Eh no, così non andiamo d'accordo per niente...no no nononono no.
E non approfittate troppo della mia degenza, perchè il mio sarà un rientro in grande stile. Con 1 kg e mezzo di meno, un'espressione cadaverica e i muscoli indolenziti. Non avete già il terrore?
In effetti immagino di no..ma allora come si fa a battere nonsocheclasse giovedì pomeriggio, che anche il mio vice (si sa che il capo è sempre la donna) Aimetti non gioca causa convalescenza?? Eh sì, la malattia (non chiamiamola vacanza forzata) è una gran rottura..e oggi non c'ero neanche per litigare :'( sigh!
 
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,11:09
Di nuovo
Esattamente così.
Sarebbe bello capire il perchè, invece di tornare a vivere quest'inferno senza poter fare niente, solo aspettare che passi.
Per lo meno oggi sono "in piedi". Ho fatto la doccia. Ho bevuto un té. Ho perso un chilo e mezzo. Ho riguardato "La sposa cadavere". E adesso? Adesso mi annoio, perchè non riesco nemmeno a leggere. Odio.
 
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domenica 28 gennaio 2007,16:23
Comunque sia
E all'improvviso tutto ti sembra diverso.
La luce è più calda, la birra è buonissima, il cielo stellato è spettacolare, il freddo non è così terribile. E' l'euforia del momento, che lascia poi spazio alla perplessità.
Comunque sia, è rigenerante. Ci si sente meglio, un po' più coraggiosa, un po' più fiduciosa.
Comunque sia. E' bello così.
 
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sabato 27 gennaio 2007,14:00
Perhaps, perhaps, perhaps
Allora vorrei evaporare per essere dovunque.
E potrebbe non fare alcuna differenza.
Mi ha chiesto che sarà se, e che succederà se poi.

Listening to: Malinconia, Luca Carboni
 
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venerdì 26 gennaio 2007,14:06
Memorie di una musa
Nel mio, definiamolo "progetto", l'intenzione era quella di trascrivere solo un breve estratto di ogni libro che leggo. Per cause di forza maggiore, questa volta sono tre.

"Polina aveva provato a scrivere ma, più che la gioia, ne aveva conosciuto bene la frustrazione. C'erano migliaia e migliaia di parole nella lingua russa. Quante le sarebbero state necessarie per una storia? Quali avrebbe scelto? Perchè accordare a una parola la preferenza rispetto a un'altra? E le parole prescelte non l'avrebbero tradita sembrando fuori posto nel suo scritto, suonando male, assumendo un significato errato? La scelta giusta la eludeva, rendendo futile e brutto sulla carta ciò che nella sua mente era così bello e perfetto".

"Non avevo un gran flusso di offerte, piuttosto un rivolo, cosa di cui non mi sarebbe importato se i ragazzi fossero stati più interessanti. Avevo accettato di non essere popolare, ma l'avevo accettato a certe condizioni. Dov'era quell'uomo sorprendente, straordinario, che avrebbe dovuto scegliermi tra la folla? Mi sentivo defraudata della mia parte".

"Immaginavo un'ombrosa mansarda che avrei condiviso con l'uomo dei miei sogni dal volto ancora indistinto. L'appartamento avrebbe avuto scale scricchiolanti e la luce pallida sarebbe filtrata attraverso le finestre come un raggio conico, illuminando i libri e le carte sparpagliate per tutta la casa. Avremmo lavorato un poco, o lui avrebbe lavorato un poco - qualche eccitante lavoro intellettuale - e quando lui o noi avremmo fatto una pausa, avremmo parlato, o riso, o semplicemente ce ne saremmo stati comodi e tranquilli. Saremmo stati molto simili e al tempo stesso sufficientemente diversi, in modo da non annoiarci mai a vicenda. Ci sarebbe stata un'intimità naturale, istantanea, che non sarebbe stato necessario costruire. Un'armonia perfetta in tutto, dalla scelta dei libri alla scelta del cibo. Non immaginavo mai come sarebbe stato fare l'amore con lui, volevo solo che fosse qualcosa di diverso, che avesse la complessità, il mistero, la magia che mancavano alla mia vita sessuale reale".

- Memorie di una musa, Lara Vapnyar -
 
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giovedì 25 gennaio 2007,14:36
Pietà mi giunse, e fui quasi smarrito
Forse perchè ho sperato fino all'ultimo che spiegasse e recitasse proprio quel canto. Forse è anche per questo che mi sono emozionata così. Perchè ho sempre pianto leggendo i versi di Paolo e Francesca. Perchè "Amor, ch'a nullo amato amar perdona", anche se non lo capisci ti toglie il fiato lo stesso. Perchè è l'Amore più umano, passionale e sincero. Ed è condannato. Perchè un autore lo capisci davvero solo se lo senti...la bellezza sta nell'orecchio di chi ascolta. E lui la bellezza l'ha colta tutta e la sa trasmettere come se quei versi li avesse scritti lui.
Perchè l'Amore bisogna capirlo e Dante ce l'ha spiegato: "Nel mezzo del cammin di nostra vita".
Perchè almeno una volta nella vita ciascuno di noi si è sentito o si sentirà così.



"Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancillotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".

Anche a me piace di più la seconda interpretazione.
Perchè? E' qualcosa di talmente umano, che non si riesce ad accettare, è un Amore straziante. E' un Amore che si mescola con il dolore. Un Amore fatto di carne e di sangue. Di anima. Perchè chi dice che anima e corpo sono due cose diverse, non ha nè l'una nè l'altro.
E poi...e poi a volte neanche per me esistono parole adatte a raccontare le emozioni provate, almeno non quelle così forti.
"E caddi come corpo morto cade".
 
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mercoledì 24 gennaio 2007,12:40
Babel

Bello, molto bello. Consigliato vivamente.
 
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lunedì 22 gennaio 2007,14:17
Ogni volta che arriva gennaio
Ho voglia di scrivere al contrario*.
In un modo insolito, perchè non c'è abbastanza movimento. Non come lo vorrei.
Gennaio è il mese dell'inizio ed è sempre terribilmente difficile da gestire. Ci si aspetta sempre qualcosa di grande ed è un atteggiamento mentale ingenuo. In cui cado irrimediabilmente e pericolosamente.
Sarebbe meglio non guardare all'inizio e non pensare alla fine, ma proseguire per il gusto di farlo. Non so se mi spiego. Quando si cammina in montagna bisogna lasciarsi distrarre dal paesaggio, dal cielo, dalle rocce, dai fiori, dalle nuvole, dall'aria buona.
Non si deve guardare indietro per vedere da dove si è partiti, non bisogna alzare lo sguardo verso la vetta. Bisogna camminare, ridere quando si cade, per imparare che bisogna stare più attenti, sostare, riprendere fiato e riflettere, ma non distrarsi dal cammino.
E' questo che sbaglio ogni volta che torna gennaio. Mi circondo di buoni propositi, penso stupidamente che sia un momento propizio per ricominciare da zero. Ma lo zero non esiste. E noi siamo quello che facciamo, giusto o sbagliato che sia.
Rimane la necessità, il bisogno impellente di movimento. Lo avverto come un prurito ed è una sete che non riesco ad esaurire.
Così faccio un'altra cosa molto stupida. Fisso un paletto e c'è scritto sopra "maturità".
In un certo senso un paletto imposto, e forse non è neanche così sbagliato. L'importante è che si esaurisca questo interminabile e opprimente gennaio.

*sulla mia inseparabile Moleskine ho potuto farlo, qui, per ovvi motivi, no.

Listening to: Eppure sentire (un senso di te) - Elisa
 
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,14:03
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
"Il signor Jeavons, lo psicologo della scuola, una volta mi chiese perchè 4 auto rosse una in fila all'altra indicavano una Bella Giornata, 3 auto rosse una Giornata Così Così, e 5 auto rosse una Giornata Straordinaria, mentre 4 auto gialle una Giornata Nera, ovvero una di quelle giornate in cui non parlo con nessuno e me ne sto seduto per conto mio a leggere, non tocco cibo e Non Affronto Rischi.
Disse che era ovvio che possedevo uno spiccato senso logico, e che pertanto lo stupiva molto il fatto che ragionassi in maniera così poco logica. Dissi che mi piaceva che le cose seguissero un ordine preciso. E che uno dei modi per far seguire alle cose un ordine preciso era essere logici. Specialmente quando si trattava di numeri o di una discussione. Ma c'erano altri metodi per dare un ordine alle cose. Ed ecco perchè nella mia vita c'erano le Belle Giornate e le Giornate Nere. Aggiunsi che quelli che lavorano in ufficio si sentono felici se splende il sole quando escono la mattina, oppure tristi se piove, ma che il tempo atmosferico, visto che stanno chiusi in un ufficio tutto il giorno, non dovrebbe aver niente a che vedere con il fatto che quella sia una bella o una brutta giornata."

- Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Mark Haddon -
 
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domenica 21 gennaio 2007,19:04
Memory!
Quando bisogna salvare una serata, perchè la cena è stata troppo sostanziosa e si è eccessivamente appesantiti dal formaggio e dalle patate...dopo aver sparecchiato ed essersi in questo modo procurati un bel piano vasto e libero...si gioca a memory! Ma non facile facile...le carte vanno sparse a caso, così da mandare in crisi anche le menti più brillanti. Importantissima la musica di sottofondo, che deve ricreare l'atmosfera di una ludoteca da bambini ricchi osservati dall'occhio vigile della tata (e non da tre babbi che si cimentano nel poker...!!).
Bella lì, la nostra serata salvata in extremis! ;)

(la prossima volta però la Totta non partecipa!)
 
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venerdì 19 gennaio 2007,21:02
Senza un motivo
Ho semplicemente ricordato questo momento.
Il sole, il caldo, il mare, il sapore di sale, la sabbia sotto i piedi, i capelli bagnati, le risate e le onde.
 
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giovedì 18 gennaio 2007,21:34
Sogni d'oro
Stasera è una di quelle sere in cui vorrei poter staccare la spina o trovare quel tasto comesispegnestocoso.
Sfinita. Per prima cosa: spegnere il pc appena finito di scrivere questo post. Oggi sono stata qui davanti tutto il pomeriggio, ma proprio tutto, per prepare una ricerca/lezione su Ingres. Credo di non aver mai studiato per tante ore di fila e soprattutto senza rendermene conto perchè mi piaceva quello che stavo facendo. Forse sono destabilizzata più psicologicamente che altro. Secondo: spegnere il cervello...del tipo che stanotte non vorrei neanche sognare. Insomma, spegnermi...che non rimanga accesa dimostrando la sua attività ininterrotta con quella inquietante lucina rossa neanche la spia dell'alimentazione della corrente. Poi domani mattina riattacco il tutto, schiaccio il bottone per accendere e riparto. Ma devo riposare. Tutto molto positivo comunque. Semplice predisposizione mentale. Be easy.


p.s. --> quadro scoperto per caso su un libro di storia dell'arte. Si intitola "Malinconia", l'autrice è Constance-Marie Charpentier, che l'ha dipinto nel 1801. Siamo in pieno romanticismo:

"Ormai svincolata dalle implicazioni esoteriche del neoplatonismo rinascimentale, come pure dal consueto accostamento ai temi funebri diffuso dall'arte neoclassica, la malinconia assume nel Romanticismo un nuovo profilo, diventando talora sintomo dell'inquietudine del genio, talora condizione mentale, ma anche condizione patologica che consente di percepire il sublime, inteso come aspirazione a un infinito irraggiungibile per la natura umana".
 
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mercoledì 17 gennaio 2007,18:31
Olé!
Il Ministero dell'Istruzione oggi ci ha fatto la sorpresa. Meglio ora che ad aprile...

Liceo classico

2ª Prova scritta:
Latino

Materie affidate ai commissari esterni:
1. Latino
2. Matematica
3. Filosofia


Nota positiva: Italiano è interno, per me è una gran cosa.
Nota negativa: Pallino è esterno, quindi devo mettermi a studiare storia.
Nota così-così: io e la Pia non avremo nessun round finale...è qualcosa di cui gioire? Mah!

Devo trovare il modo di prepararmi psicologicamente a tutto questo.
Al momento la mia mente si trova in un limbo. Devo riuscire a decifrare la situazione.
 
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,15:25
Sovraccarico di idee (brillanti)
Le buone occasioni non si buttano via.
Ma le idee scarseggiano.
O, ancora peggio, ci sono, ma non sono coerenti al progetto.
 
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lunedì 15 gennaio 2007,18:22
Fondamentale presupposto
Scrivo poco in questo periodo.
Scrivo poco perchè devo leggere.
Leggere mi serve.

Per imparare.
Per allargare il vocabolario.
Per assorbire.
Per ritrovarmi.
Per sognare.
Per disilludermi.
Per sorridere.
Per piangere.
Per vivere una dimensione che non è questa.
Per estraniarmi.
Per tornare qui più forte.

Bisogna trovare il periodo giusto per quest'attività.
La scuola mi impedisce di essere abbastanza serena per immergermi in libri che siano di svago.
Poi arriva il periodo giusto. E devo divorarli. Un po' alla volta la pigna che si è formata in quell'angolo della scrivania diminuisce, perchè le storie che sono racchiuse tra quelle pagine mi catturano. E leggo a scuola, leggo per strada, leggo mentre bevo il tè.
Mi circondo dei personaggi. Di Sayuri, di DiFo, di Natura, di Christopher, di Wellington.
E in ognuno di loro trovo qualcosa di così simile a me che mi sembra di poterli toccare e di poterci parlare. Perchè ogni libro è un mondo a sé, ma anche una parte integrante di quella dimensione in cui fuggo e mi rifugio. Perchè una volta una scrittrice mi ha detto che prima di scrivere bisogna leggere. E uno dei miei buoni propositi era proprio quello di scrivere.
E così...leggo, soffiando via la polvere dalla penna.
 
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,13:52
La neve se ne frega
"Fuori dalla palazzina i fiocchi sembrano stracci. Stracci bianchi non ancora usati. Lo scricchiolio a ogni passo è l'unico verso che scappa alla neve. Il freddo venuto per conservare. Conservare pensieri e corpi. Fino a quando saranno più pronti per essere usati.
Salgo in macchina e imposto il pilota automatico su "ritorno". Mi godo lo spettacolo morbido e spettrale sbirciando tra i fiocchi che attaccano i vetri. E' tutto più omogeneo. Gli spigoli si arrendono. Il Modello dovrebbe studiare gli effetti della neve e proporre un surrogato vero, non oloproiettato, a chi ne sentisse il bisogno quando non è inverno. A poche centinaia di metri da casa mi suona il palmare. E' un messaggio. Dice:
"Stai sotto la neve. Ho bisogno di parlarti".
Il mittente è sconosciuto."

- La neve se ne frega, Luciano Ligabue -
 
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venerdì 12 gennaio 2007,14:10
Mi specchio tra le righe
"Da quella esperienza imparai quanto fosse pericoloso focalizzare la propria attenzione soltanto su ciò che non c'è. E se fossi arrivata al termine della mia vita e mi fossi resa conto che avevo passato ogni giorno ad aspettare un uomo che non sarebbe mai venuto da me? Quale insopportabile strazio sarebbe stato rendermi conto che non avevo mai realmente gustato le cose che avevo mangiato o ammirato i luoghi che avevo visto perchè nella mia mente non c'era posto per altro che non fosse il Presidente, anche se la mia vita mi stava sfuggendo di mano. Eppure, se avessi cercato di togliermelo di testa, che vita sarebbe stata la mia? Sarei stata come una danzatrice che prova fin dall'infanzia uno spettacolo che non verrà mai messo in scena".

- Memorie di una Geisha, Arthur Golden -
 
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mercoledì 10 gennaio 2007,18:01
Solo nelle fiabe
E non dovrei chiedermi il perchè. Dovrei accettare gli eventi così come si svolgono. Ma non ne sono capace. La mia mente lavora sempre e comunque e sembra che io non sia in grado di controllarla. Così ogni cosa, seppur piccola e insignificante, diventa parte di una storia, diventa un nuovo spartito su cui ballare da sola, seguendo le note come brevi fotogrammi dei miei sogni.
Temo che tutto questo sia semplicemente doloroso.

- Ma ci siamo già conosciuti...
-Davvero?
- L'hai detto tu stessa: nei tuoi sogni...
Questa è la Bella Addormentata nel Bosco e la Bella Addormentata nel Bosco è una fiaba e nelle fiabe c'è sempre il lieto fine.
E il principe si insinua tra i passi di una danza solitaria, come se fosse naturale prendere le mani della principessa e seguire la musica con lei, perchè i sogni di lei sono gli stessi di lui.
Lo spartito è identico e nessuno dei due danzerà mai più solo.
Questo succede solo nelle fiabe.
Ed è per questo che è doloroso.
 
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martedì 9 gennaio 2007,18:14
Sconcertante...
- Ma ci siamo già conosciuti...

- Davvero?

- L'hai detto tu stessa: nei tuoi sogni...

- da "La bella addormentata nel bosco", Walt Disney -
 
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lunedì 8 gennaio 2007,20:32
Vietato ai minori di 14
Sabato e domenica sono andata al cinema.
Ho visto prima questo film...

...e poi quest'altro...


Ora.
Parliamo del primo.
Non sono un'esperta, dico semplicemente la mia. Credo che Mel Gibson abbia delle grandi potenzialità come regista. Inquadrature particolari, scene quasi teatrali nelle pose, bellissimo dal punto di vista scenografico. Ma decisamente troppo violento, fino all'eccesso e al conseguente disgusto dello spettatore. Tanto che alla fine si esce dalla sala senza aver ben chiaro quale sia il messaggio, timidamente trasmesso dalla frase iniziale. Si è solo tormentati interiormente da scene di teste mozzate, cuori strappati, sangue, squartamenti e lotte all'ultimo sangue.
Eppure questo film è uscito nelle sale italiane senza nessun divieto.
Da oggi è (a mio parere giustamente) vietato ai minori di 14 anni.
Parliamo del secondo.
Particolare, una commedia anche un po' difficile. Nessuna musica. Molto dialogo.
Tutto ruota intorno al fraintendimento, alle scelte morali e non dei protagonisti, all'attore e al suo personaggio. Divertente, ma a un certo livello...non alla Boldi/De Sica, tanto per intenderci. Insomma, a me è piaciuto. La retorica, nel senso puro del termine, mi affascina.
Ma c'è una scena di sesso in ufficio. Esplicita. Di pochi minuti.
Questo film è, giustamente, vietato ai minori di 14 anni.
Entrambi grandi registi, molto conosciuti.
"Il Grande Capo" è nella sala Saturno, paragonabile al teatro dell'oratorio.
"Apocalypto" è nella sala Terra, grande e comoda.
Del Grande Capo non parla nessuno. Mel Gibson è sulla bocca di tutti.
Il sesso sullo schermo suscita scalpore e disapprovazione. La violenza no.
Non posso dire quale meriti di più a livello qualitativo, perchè io non sono un'esperta.
Una cosa è certa. La censura serve solo a fare pubblicità.
E tutti andranno a vedere un film di cui forse potrebbero fare a meno, ma dal quale sono decisamente incuriositi. Pochissimi andranno a vedere una commedia di cui nessuno parla, solo perchè si colloca su un livello intellettuale un attimino superiore e la comicità non cade nella volgarità che alla gente piace tanto.
Pare che il vero cinema sia solo per gli estimatori.
 
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domenica 7 gennaio 2007,15:09
Si aprono le danze
Poche ore alla fine. Poi si ricomincia.
E se devo dire proprio tutta la verità, al solo pensiero avverto un leggerissimo bruciore allo stomaco. La voglia, come dire...è praticamente nulla.
Al momento, priva di un udito decente, non ho le forze per fare nulla.
Ma arrivare a giugno deve essere il mio successo, contro di te. Questo lo devo tenere bene a mente. Quindi poche storie. Saranno sei mesi di fatica...e ben per questo. Che si aprano le danze. Io da sola, come sempre.
Io ballo da sola. E mi do alla pazza gioia.
Mi sento come un'invitata a un matrimonio. Intorno a me tutti hanno molto da fare, sembra che ognuno sia piacevolmente accompagnato e sappia esattamente quello che vuole. Io no. Io mi sento ancora una volta inadeguata e sbagliata. Io resto seduta, bevo e gusto sorseggiando dell'ottimo vino. Non appena mi girerà la testa quel tanto che basta, sarò pronta a ballare, a muovermi, per ottenere quello che desidero. Devo solo avere pazienza e non dimenticarmi di respirare.
 
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sabato 6 gennaio 2007,18:35
Sembra quasi la felicità
Questo è uno spillo definitivamente tolto, al momento giusto.
Quasi indolore.
 
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venerdì 5 gennaio 2007,18:23
Nuovi germogli
Lascerò che l’acqua scorra e fluisca.
Vedo le gocce cadere sulle pareti del mio diamante.
Non voglio avere paura, eppure non posso fare a meno di tremare.
Oggi mi aggrappo con tutte le mie forze a quella fessura che si è aperta ormai mesi fa.
Quella che mi permette di respirare.
Inspiro a pieni polmoni. Chiudo gli occhi. E immagino.
Li riapro. E vedo dei nuovi germogli, che non estirperò. Li lascerò crescere, perché è inutile scappare. L’acqua continuerà a cadere. E io rimarrò al sicuro tra le pareti del mio diamante.
Parole, incessanti, come marchiate a fuoco, in un posto che non conosco, che sembra fuori, distante…ma è qui, dentro di me. Evito gli specchi, oggi uno solo potrebbe restituirmi il vero riflesso. Eppure sto bene, sono piena di energia e di buoni propositi. Ed è grazie a quella crepa. Troverò mai il coraggio di ringraziare? Non ora. Non sono pronta. Né per questo, né per altro.
Non c’è posto per altri spilli, non ancora.
 
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,11:58
Grazie
Perchè dentro di te mi specchio e ho sempre un bellissimo riflesso.
 
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giovedì 4 gennaio 2007,14:55
Alle spalle
Non capisco.
Perchè...perchè sento sempre la punta della lama graffiarmi la schiena?
Sono un'ingenua, mi fido troppo delle persone.
Risposta esatta?
Vai in pace.
 
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,11:54
è solo una sensazione
Il mio disordine è solo una sensazione.
E comunque io mi ci sento a mio agio.
Perchè è mio.
 
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mercoledì 3 gennaio 2007,13:00
Nuovo pacchetto da 365, etichettato 2007
L'anno scorso, giorno più giorno meno, ho deciso di "girare la testa dall'altra parte del cuscino e iniziare un nuovo sogno". Un periodo orribile, solo perchè guardato dalla parte sbagliata.
Poi quel girare la testa, a lungo andare, è servito.
Quest'anno non aspetto un motivo che mi costringa a cambiare.
Ho deciso che il 2007 sarà un anno movimentato. L'ho deciso, perchè so che lo sarà. Almeno per due motivi, che sono la maturità e l'università.
Allora giro tutto, metto la testa dall'altra parte del letto. Cambio prospettiva. Necessario? No, semplicemente uno sfizio da togliersi.
Mentre scarto questo nuovo pacchetto da 365.



















Passiamo ora ai buoni propositi.

1. Demolire la Pia. Il mio obiettivo è arrivare a giugno vincente e calpestarla sorridendo.
2. Allargare i miei orizzonti sentimentali. E' ora di togliere qualche spillo.
3. Vincere il torneo di pallavolo con la IIIG. Siamo forti e la nostra maglietta gialla è la migliore.
4. Scrivere almeno sei racconti. Questo vuol dire dedicare a ciascuno circa 60 giorni.
5. Vedere i film di quella famosa lista stilata a Sapri.
6. Tornare a ballare tutta la notte e quindi smettere prima o poi di ballare da sola (rileggi e rileggi il punto 2).
7. Considerare mio fratello un essere umano.
8. Andare a Berlino.
9. Fare il Cammino di Santiago.
10. Ridere.

Su questi nuovi 365 giorni però, almeno una trentina sono costretta a conservarli per l'acidità. Lo dico, perchè ridere va bene (fa bene), ma per demolire la Pia è necessario essere un po' astiosi. Con garbo, ovviamente.
Per il resto...si sa, anno nuovo vita vecchia. E' solo un altro giro intorno al sole e grazie a Pizzocri ormai mi è chiaro quanto tutto nell'Universo sia relativo.
Prendiamola con filosofia. E' d'obbligo augurarci buon anno a vicenda, ma 365 giorni sono tanti. Imprevedibili. E io auguro a tutti un gran movimento.
 
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martedì 2 gennaio 2007,11:53
Animal House dance party
Come descrivere questi cinque giorni?
Non credo esistano parole abbastanza efficaci per rendere l'idea.
Semplicemente un degenero senza regole e limiti. Con il nostro fuso orario.
Partiamo carichi (psicologicamente e materialmente) e arriviamo in quel di Milano Marittima, dove troviamo la stessa fitta e fredda nebbia padana che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.
La temperatura è bassa e rimane bassa, fuori e dentro. Stufette surriscaldate, corrente che continua a saltare, sempre gli stessi vestiti, decine di strati di coperte.
Colazioni pantagrueliche a orari indecenti, spuntini delle cinque, pedalate per fare la spesa, cenoni. Serata degenero, alcool, discoteca in salotto, Luca distrutto. Serata sfumata perchè siamo troppo barboni e giovini per Il Pineta (e il barman è un vero stronzo)...ma a noi...che cazzo ce ne frega?? Chiamiamo il pr dell'Nrg di Cesenatico, ci procuriamo un minibus :), organizziamo un cenone guastato dai ladri, ci facciamo gli auguri al guardaroba e balliamo fino alle cinque.
Stappiamo Mumm e affettiamo pandoro in treno. Brindisi indimenticabile.

In breve...
Oggetti danneggiati:
- rubinetto della cucina guasto dall'inizio
- appendi-abiti, ceduto sotto il peso di troppe giacche, troppe sciarpe, troppi cappellini
- stufetta della Erica che ha rischiato di incenerire due miliardi in banca
- stomaco del Luca, che ha promesso di non toccare più alcool per tutta la vita (CIAO!)
- vetro della porta della sala...diremo che è stata colpa del ladro che si è infilato in casa, ok?
- presina carbonizzata
- cassonetto del pattume a pochi passi dalla IX traversa (Luca è disponibile per ottime lezioni di guida di velocipede)
- telecomando mai usato, aggiustato dalla Giuli
- cosino adesivo per appendere gli stracci
- bracciolo in legno del divano, causa testata del Luca
- tazzina del caffè...stiamo ancora cercando il colpevole
Frasi tormento:
- Ma che cazzo me ne frega a me??
- Chiaraaa....devo sputareee (...sì, ok, ma sul legno no, eh!)
- CIAO!
- Ancora due minuti...dai...per favore... (con caduta a peso morto dalla sedia)
- Oh, si scende a Milano Centrale!
- Devi schiacciare il pulsantittttinino
- Chi lava i piatti??
- Voglio vedere il tuo movimento
- Domani pranzo al sacco per tutti!
- Uno a caso...Ballavini!
Frase proibita:
- Fa freddo (e tutte le sue varianti)
Colonna sonora:
- quel gran pezzo di gnocco di Justin, Nelly Furtado, Madonna, Sean Paul, Bob Sinclar, Ligabue e Lucio Baglioni
Special thanks to:
- i taxi drivers di Mi.Ma
- le nostre personal body guards Balla e Luca
- la risata di Balla
- il circolo dei pescatori "La Pantofla" che ci ha offerto una cena calda e appetitosa
- la dj Franca
- il marchio amico della Coop
- la Giuli, che a Gallarate ha sbagliato binario, solo grazie a lei c'è stata la gara dei trolley
- Luca. Grazie per il divertimento che ci hai regalato a spese del tuo stomaco

e non dimenticate mai..."le varesotte...son tutte..."!!















 
scritto dalla vale* Permalink ¤ 1 comments