martedì 31 ottobre 2006,14:37
Waterhouse - Miranda, The tempest

ascoltando Place to be - Nick Drake
 
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lunedì 30 ottobre 2006,14:43
Vivere nelle storie
Dai minuti trascorsi in Rue Jakob, non avevamo più parlato. L’abito di Chantal, a righe di un azzurro pallido, ondeggiava accanto a me. Io mi sforzavo di dimenticare la faccia di Leibold.
Mi guardò. “Perché l’ha fatto?”
Quelli della Luftwaffe, muniti di macchine fotografiche, erano seduti tutt’attorno, a dozzine, e bevevano. Un soldato stava dando da mangiare ai passeri. Quando un uccellino volò via con una briciola nel becco, lasciò vagare lo sguardo, con fierezza.
“E’ la sua gente,” insisté Chantal, che voleva una risposta.
“Sì”.
“E allora…perché?”
“Non so perché”.

Restammo in silenzio: nessuno aveva nominato la Russia. Perché Leibold avrebbe dovuto evitare di mandarmi là?
“Non vuoi rivederla prima?” chiese Hirschbiegel.
“Se ne sono andati,” dissi. “Probabilmente in campagna”.
“Rue Faillard è vuota,” replicò il sottotenente, con un sospiro. “Peccato”.
Bevemmo del cognac.
“Fammi sentire la canzone ancora una volta,” dissi.
Hirschbiegel prese una nocciola di brillantina dalla scatola e se la spalmò tra le mani.
Mi alzai e mi avvicinai allo scaffale. “Di certo, il prossimo aprile non sarò a Parigi”.
Quando trovai la copertina marrone, il mio amico disse: “Una disattenzione, pardon”.
Tirai fuori il disco: era spezzato in due.
“Mi ci sono seduto sopra”. Hirschbiegel cercò di scusarsi con un’occhiata.
“Ricordi ancora la melodia?” Tenevo le parti del microsolco una accanto all’altra. “Come faceva?”
Il sottotenente si passò le mani sui capelli. “Era solo una canzonetta di successo…Che cosa significa?”
Lessi il titolo diviso a metà. Avril prochain. Non riuscivo a ricordare le parole e le note della canzone.

Si avvicinarono dei passi. Chantal rimase sul bordo del marciapiede, lontana. Guardò le donne e l’altro individuo in divisa con aria interrogativa.
“Antoine?” chiamò sottovoce.
Stavo per impazzire dalla gioia. Corsi verso di lei, poi mi fermai. “Sei ancora in città?”

“Ricordi ancora le favole?” Si voltò, in modo da potermi vedere meglio. “Esse contengono tutto”.
Annuii. Sentivo la testa pesante.
“Le favole contengono tutte le strade,” aggiunse lei.
Mi ritornò alla mente l’immagine della volpe e dell’uva. Aprii gli occhi ancora una volta e vidi Chantal che sorrideva. Fuori albeggiava – lentamente.

Vivere nelle storie abbreviava il tempo. Terminato il servizio, leggevo. Romanzi, racconti…qualsiasi cosa mi capitasse tra le mani. Di giorno, passavo in rassegna i banchetti dei bouquinistes, acquistavo e divoravo parole e pagine; talvolta, per trascorrere una serata mettevo due libri sul comodino.

Chantal era stata sempre una combattente, mentre io – perso nell’idillio delle mie fantasticherie – fuggivo soltanto dalla realtà. Lei sorvegliava le mosse del nemico; io, invece, cercavo di barcamenarmi tra i due fronti. Aveva frequentato il bordello con il preciso scopo di uccidere gli odiati occupanti.
Aveva cambiato qualcosa. Per quanto mi riguardava, avevo soltanto mutato il modo di procurarmi piccole gioie.


Estratti da "April in Paris"
Michael Wallner
 
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sabato 28 ottobre 2006,15:37
Succede.
Oggi è una giornata così.
C'è poco da dire.
 
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,15:11
..dimentica com'era del resto del mondo..
"Conosco alcune cose di lei". Feci schioccare le dita e indicai la tazza vuota. Il cameriere annuì. Guardai Chantal. "Lei ama le farfalle".
"Come?..." chiese, sinceramente sorpresa.
"Ogni volta che una farfalla vola via, lei diventa un po' triste".
Scese il silenzio: sentivo il mio cuore battere. In quel momento, mi sembrava di essere capace di tutto, persino di camminare in equilibrio sul cavo elettrico che si stendeva al di sopra del caffè.
"Come fa a saperlo?" I suoi occhi avevano un'espressione seria.

[...]

Chantal alzò le palpebre: le sue iridi erano grigie e viola. Esplorò la mia nuca con la mano. Poco distante, un avventore sbatté la giacca bagnata, e una donna rise. Odore di vino e di corpi.
"Che cosa fa quando non legge le Favole?" chiese Chantal.
Mi vidi davanti agli occhi la stanza degli interrogatori, gli inquisiti legati. Uomini che cercavano di mercanteggiare con Leibold per evitare i patimenti. I deboli, che confessavano tutto e venivano seviziati per disprezzo. Gli stoici, che si alleavano con la sofferenza e, ciononostante, si spezzavano.
"Semplicemente sto a Parigi," dissi.

[...]

Le tenni aperto il battente: lei scivolò dentro. Tutt'attorno le luci si spensero prima che raggiungesse il lampione. Felice, camminai velocemente lungo le strade buie e spettrali. Monsieur Antoine aveva passato la sera con Chantal. Nessuna maschera, nessuna finzione - ero stato me stesso!

da "April in Paris" - Capitolo 8
Michael Wallner
 
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venerdì 27 ottobre 2006,14:48
Un venerdì come troppi

Per i miei 18 anni mi sono fatta regalare una borsa da viaggio, arancione, non troppo grande, ma riesco a farci entrare di tutto, non rigida, sportiva.
L'ho già usata per andare a Londra, in montagna, in Spagna, in Portogallo e anche al mare.
Ma non l'ho mai usata come avrei voluto.
Avrei voluto che la mia borsa da viaggio fosse come un estintore: chiusa in una teca di vetro da rompere in caso di emergenza.
Dieci minuti e quella borsa è piena, pronta per partire. Con me.
Oltre ovviamente allo zaino North Face, che per ora mi sta solo accompagnando a scuola.
Io invece li vorrei entrambi dentro una teca.
Sarebbe bello, in momenti come questi, quando arrivo al venerdì sfinita dalle verifiche e dai vari impegni, senza contare la visione di due film pesanti e brutti nella stessa settimana, niente tè, un week-and come sempre senza particolari prospettive davanti a me, sarebbe bello, dicevo, prendere un martello, picchiare violentemente sul vetro, afferrare zaino e borsa e salire sul primo treno che parte. Per qualche giorno, senza grandi pretese.
Con il solo desiderio di evadere.
Di girare per le strade di una città, entrare in qualche negozio, stare per ore in un museo, incontrare persone diverse.
Sì, sarebbe meraviglioso.
Oggi, ennesimo venerdì, mi nutro di questo sogno malsano.
 
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mercoledì 25 ottobre 2006,20:54
Eppur si muove
“Parliamone”.

“D’accordo, ma credo di avere poco da dirti, meno di quello che ti avrei detto se avessimo parlato una settimana fa”.

“Perché, cosa è successo una settimana fa?”

“Sai per quanti secoli filosofi e filosofi hanno esposto teorie, disegnato l’universo, avvalorato e confutato tesi…finché non è arrivato Galileo. Lui sì che è riuscito a mettere un po’ di ordine: ha inventato il metodo scientifico, per cui è valido solo ciò che è stato provato da un esperimento…hai mai sentito parlare di Galileo?”

“Certo, ma non capisco dove tu voglia arrivare, cosa centra questo con la settimana scorsa?”

“Beh, settimana scorsa ho deciso di fare un esperimento”.

“Un esperimento?”

“Sì, proprio così. Avevo un’idea, un’ipotesi…una convinzione. Così ho deciso di mettere tutto in gioco con una specie di esperimento. Speravo in realtà che confutasse tutto, invece ho avuto ragione ed è stato tremendo. Almeno, all’inizio. Ho fatto fatica ad abituarmi all’idea, eppure adesso sto bene”.

“Sei sicura che non sia stata una cosa inutile?”

“Forse insensata”.

“Ho sempre creduto che fossi più incline ai sogni di un visionario che ai massimi sistemi…”

“Mi conosci bene”.

“Immagino di sì”.

“Questo è rassicurante, perché forse tu potrai capire fino in fondo quello che sto per dirti”.

“Vai avanti”.

“Beh, Galileo disse un’altra cosa molto importante. Un esperimento va convalidato da altri esperimenti, va ripetuto più volte, per avere la certezza assoluta. Solo così potrai scrivere una legge, che per inciso è legge entro certi limiti.”

“Devo dedurre che tu lo abbia ripetuto quindi”.

“Sarebbe stato ragionevole, ma mi rendo conto di essere poco ragionevole a volte. Così non ho ripetuto quell’esperimento e non saprò mai se la mia ipotesi è legge”.

“Avevo detto che sei più incline ai sogni”.

“Sì, l’hai detto e non posso darti torto”.

“L’esperimento deve averti confuso ancora di più le idee, no?”

“In un certo senso. Eppure sto bene. Ho ristretto l’obiettivo e questo è stato importante. I fatti potranno smentirmi, ma questo non potrà altro che farmi piacere”.

“Hai ancora voglia di soprenderti”.

“Moltissima”.

“Bene, questo è straordinario”.

“Lo è, sì, ne sono convinta”.

“Ulteriore cambio di prospettiva?”

“Ci fu un altro filosofo in quel periodo, lo sai?”

“Potrei averne sentito parlare…”

“Pascal, ti dice niente?”

“Colpa sua?”

“Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce affatto”.
 
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martedì 24 ottobre 2006,18:05
Finalmente progetti!
E finalmente comincio a intravedere qualcosa.
Qualcosa che non è assurdo, che è fattibile, che è interessante.
Di cui siamo riuscite a parlare senza litigare.
E' rassicurante, perchè mi piace e perchè lo condividi.
Forse quest'idea mi aiuterà ad essere un pochino più serena.
Cioè, io sono serena...ho solo qualche domanda di troppo che mi rimbalza nella testa.
E poi c'è un po' di sovraffollamento, devo trovare il modo di far uscire qualcuno.
Quindi silenzio, ho bisogno di ascoltare. Le mani faranno il resto.
 
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lunedì 23 ottobre 2006,20:34
Costruire
Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

Sì, in questo momento penserei a una partenza.
A due persone che insieme hanno scoperto di voler viaggiare.
Senza condizioni.
Non importa il come e neanche il dove, l’importante è partire, insieme.
Come quella partenza, che non c’è mai stata, almeno non nella realtà.
ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

Se solo fossi capace!
Ma anche questo pare non essere nella mia natura.
Se si vivesse solo di inizi…probabilmente penserei di meno.
E non sarei io?
No, decisamente no.
Adesso però è tutto più difficile.
Mi sorprendo ancora, ma comincio ad avvertire quel senso di appartenenza.
Ed è pericoloso.

penseresti all'odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell'esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

ma il finale è di certo più teatrale
così di ogni storia ricordi solo
la sua conclusione

Esatto! Voglio vedere solo la conclusione…
…e tutto rimane…lì, in sospeso.
Perché quello che c’è stato, che c'è!, in mezzo non conta niente?

così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione
un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario
tra l'attesa e il suo compimento
tra il primo tema e il testamento

nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire
e costruire è sapere e potere
rinunciare alla perfezione

Costruire.
Con il tempo.
Con la pazienza.
Con la volontà.
Con il desiderio.
Fiducia e reciprocità.

ti stringo le mani
rimani qui
cadrà la neve
a breve

["Costruire" - Niccolò Fabi]
 
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sabato 21 ottobre 2006,18:32
April in Paris
Ho iniziato un libro.
E' sempre una momento speciale, quando riesco a ritagliarmi un po' di tempo per leggere.
 
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venerdì 20 ottobre 2006,13:50
Breathless

Corro mi fermo riprendo fiato ricomincio a correre poi cammino e provo a guardarmi intorno. Lascio un fazzoletto rosso legato da qualche parte perchè ripasserò di qui ancora una volta e così mi ricorderò di esserci già stata e forse questa scala assumerà l'aspetto di una realtà comprensibile e comincerò a scoprirne il giusto orientamento.
Il senso non so se c'è mai stato e probabilmente non lo saprò mai.
Sapevo solo di avere ragione e di desiderare di avere torto.
Ma del resto rimane accesa la speranza perchè nessuno è padrone della verità e sono solo tutte supposizioni e oggi ho proprio voglia di rimanere così senza virgole...senza fiato.
 
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giovedì 19 ottobre 2006,21:47
Ossimoro
Non mi è mai piaciuto.
Eppure stasera lo capisco.
[in sottofondo: Take Five, Dave Brubeck]
 
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mercoledì 18 ottobre 2006,14:48
La strada per scendere

Tenue sottofondo.
Ho bisogno di essere cullata.
Per una volta non dai pensieri.

In a sentimental mood

Jazz.
Quando ascolto un brano jazz c'è sempre un motivo, non è quel genere di musica che scelgo a caso.
Non è un caso, nulla in questi giorni lo è.
Anche se per caso ho risentito questo brano ieri sera dopo tanto tempo.
Lo decido io e faccio un po' fatica, ma è necessario.
Non si può stare bene per finta.
Deve essere una certezza.
 
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domenica 15 ottobre 2006,21:45
Piccolissima emozione che non so gestire
Stasera è così.
Travolta dai pensieri.
La nuvola è anche troppo consistente, quasi scomoda.
Scendo? Forse è davvero ora di mettere i piedi per terra.

Destinati a perdersi in spazi troppo piccoli, in pezzi che non puoi riappiccicare...

Boh. Sinceramente?
Sinceramente stasera non capisco niente.
O meglio...nelle ultime 24 ore non ho capito più niente.
Penso una cosa, poi ne arriva un'altra...confusione a non finire, perchè poi da lì parte un altro pensierio e un altro e un altro ancora.
Certo, penso troppo. E sono pensieri sconclusionati. Senza senso.
Prendi quel foglio e brucialo.
Ero stanca. Ma non riuscivo a dormire...come quest'estate.
Una parentesi, una spiacevole parentesi. Adesso torna tutto a posto.

Sogno un viaggio morbido dentro al mio spirito...

Dentro o fuori quella dimensione?
 
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sabato 14 ottobre 2006,14:18
Se fossi Dio...il mio mondo starebbe in piedi?

"A parte il fatto che mi sono dimenticata la Terra...direi di sì...ragazze e ragazzi ci sono, quindi di sicuro non si rischia l'estinzione!"

"Nei primi sei giorni ho creato le cose di cui non potrei fare a meno: pizza, gelato, cellulare, musica...e le ho lasciate fluttuare nel vuoto. Poi il settimo giorno ho creato tutto il resto per poterle usare!"

Che belle che siete!
 
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mercoledì 11 ottobre 2006,20:34
La bellezza delle cose
Così succede che vivo nella mia sfera celeste.
Sogno di un visionario.
Ho un orizzonte celeste, uno zenit e un nadir.
Forse il punto di osservazione è totalmente sbagliato, forse dovrei tenere conto di alcune cose.
Ma.
Non ho voglia di catalogare.
Ho paura di ammettere.
Ammettere che cosa poi?
Qualcosa di cui non sono assolutamente sicura.
Perchè è rischioso, si corre il rischio di lasciarsi sfuggire le cose di mano.
Non sempre le cose vanno come vorremmo.
Ma sono stata io a dirlo?! Sì, me lo ricordo.
E ha un senso.
(Ti avevo dato un'ultima possibilità di riscatto...e l'hai sprecata).
Niente è andato come avrei voluto, da gennaio a oggi.
E' andata diversamente...ma forse meglio.
Anzi, tutto quello che sembrava andare male, adesso va bene.
E sono serena.
Anche se non catalogo, anche se non banalizzo, anche se non ammetto.
Perchè l'equilibrio lo si trova solo quando lo si desidera.
Perchè niente piove dal cielo...meno di tutto la serenità. Tranne qualche valido aiuto.
E io ho due aiuti preziosi in questo periodo. E sto bene.
Ho pianto l'altro ieri, tantissimo. Non succede spesso.
Ma sono serena. Bisogna semplicemente cogliere la giusta filosofia.

Hai mai sentito dire che la bellezza delle cose ama nascondersi?
 
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lunedì 9 ottobre 2006,21:52
Sogni d'oro
(...) viaggiare è importante, ma il posto che cerchi non è molto distante da dove ti trovi e da dove stai andando, unisciti a noi che ci stiamo arrivando e se nel cammino noi poi invecchieremo, se su quella terra non ci arriveremo, ci saranno degli altri poi altri poi ancora, fin quando qualcuno nell'anno del dunque sarà in nessun posto e sarà pure ovunque.
- India, Jovanotti -

 
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,14:35
Il sapore delle lacrime
Piangere non serve, lo so.
Ma adesso sto meglio...perchè in fondo ogni tanto ci vuole.
E magari dopo piango ancora un po', tanto per il gusto di sentire il salato e di svuotarmi.
Niente di grave, ho solo 18 anni.
Ho trovato un tratto in salita, c'era da aspettarselo...

"La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte". Guido Rey

Mi ricordo questa frase e il momento in cui l'ho scritta sul mio taccuino.
Era il 21 luglio e avevo fatto una fatica assurda ad arrivare in cima, perchè io non sono un'alpinista.
Però volevo arrivarci...e, anche se per ultima, ce l'ho fatta. Ed ero contentissima. Mi piace la montagna. Aiuta a pensare...io sono tra quelli che in montagna cercano nella fatica un riposo ancora più forte.

Basta avere il coraggio di proseguire, basta riconoscere che fermarsi è stupido.
 
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domenica 8 ottobre 2006,22:07
Mi sto facendo un po' di posto
Ho messo via un pò di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì.
Ho messo un po’ di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perché a sbagliare
sono bravissimo da me.
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce n'è ce ne sarà.
- Ho messo via, Ligabue -
 
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sabato 7 ottobre 2006,21:05
Mannaggia!
SOLD OUT!
...proprio adesso che avevo trovato qualcuno che mi avrebbe portata... :(
 
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venerdì 6 ottobre 2006,20:52
Venerdì sera

Illusioni! grida il filosofo: e non è tutto illusione? tutto! Beati gli antichi che si credeano degni de' baci delle immortali dive del cielo, che sacrificavano alla bellezza e alle grazie, che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell'uomo, e che trovavano il BELLO ed il VERO accarezzando gli idoli della lor fantasia! Illusioni! ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e noiosa indolenza: e se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele.
- Dalle "Ultime lettere di Jacopo Ortis", Ugo Foscolo -

Ho sempre la testa piena, affollata. Disordinata.
Sono sempre quassù, non mi va di scendere. Per adesso no.
In un certo senso, dall'alto, posso avere una migliore visuale del tutto.
Almeno credo.

Sono state giornate piene queste, e lo saranno anche le prossime.
Stasera sono stanca ed è una bella sensazione.
Quest'estate soffrivo di insonnia, probabilmente ero troppo rilassata...o ipertesa?
Non lo so, ma era tanto, direi mesi, che non sentivo gli occhi stanchi alle nove di sera.

Il doposcuola...non provare mai più a propormi di lasciarlo da parte, hai capito? Beh, io oggi spero di essere stata abbastanza chiara a riguardo.
Anche perchè ho imparato a dire lumaca in portoghese e grazie e sorridere in cinese.
E ho "tracciato" il ritratto di Orlando Bloom. Non male, ottima tecnica.

E poi...la vera prova della settimana!
Le preadolescenti...caspita.
Non ho parole, mi sono divertita. Anche se non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa fossi lì a fare, se fossi davvero capace di farlo, se posso davvero trasmettere qualcosa a quelle ragazzine.
Ripenso a me alla loro età. Sei anni fa. Seconda media. Tutta un'altra cosa.
Però alle prime domande da catechesi "da grandi" avevo reagito proprio come loro.

Sciao, sorridere. La Xin-Xin risponderebbe "non lo so", ma capirebbe benissimo.
Sorridere. Ultimamente mi piace.
 
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giovedì 5 ottobre 2006,22:23
Ode al té

Neruda ha scritto una poesia che si intitola "Ode al carciofo".
Allora perchè non scrivere un'ode al té?
Ecco, questo è il mio tributo alla calda bevanda, che non mi fa pensare alla fame, che mi disseta e mi riscalda.
Ma soprattutto penso a quel té!
Quello che bevo tutti i pomeriggi e che cambia sempre il verso delle cose.
Quel té che rende tutto più...easy!
Come farei senza di te, dolce té?! :)
 
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mercoledì 4 ottobre 2006,20:53
Poi il tempo perso non lo recuperi più!
Ci ho pensato tanto prima di premere quei tasti, di comporre quel numero che mi fissava dalle pagine del diario ormai da un mese...
Stasera mi sono decisa, ho alzato la cornetta.
Non so perchè proprio stasera, ma non è questo l'importante.
Ho fatto quella telefonata, da cui sono scappata per settimane e l'ho fatta senza pensarci.
Risultato?
Devo darmi da fare, e tanto.
Anche se le idee sono più confuse che mai.
Anche se non so cosa voglio, almeno per ora.
Però sono soddisfatta e...sapete una cosa?
Grazie a voi due, sul serio!
Perchè secondo me, è merito vostro anche questa volta :)
 
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,19:37
Attrazione - Tranquillo Cremona
Elena era presa, infatti, da quella bocca.
Pura di forma, accesa di colore, gonfia di sensualità, con un'espressione un po' crudele quando rimaneva serrata, quella bocca giovenile ricordava per una singolar somiglianza il ritratto del gentiluomo incognito ch'è nella Galleria Borghese, la profonda e misteriosa opera d'arte in cui le imaginazioni affascinate credetter ravvisare la figura del divino Cesare Borgia dipinta dal divino Sanzio. Quando le labbra si aprivano al riso, quell'espressione fuggiva; e i denti bianchi, quadri, eguali, d'una straordinaria lucentezza, illuminavano una bocca tutta fresca e gioconda come quella d'un fanciullo.

- Il Piacere, Gabriele D'Annunzio -
 
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lunedì 2 ottobre 2006,14:22
Per caso...
Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire si finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici "perché no?"

Quante vite non capisci
e quindi non sopporti
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
e di correnti forti
perché 'sto mare sia come vuoi te.

Metti in circolo il tuo amore
come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici si vedrà
come fai con una novità

E ti sei opposto all'onda
ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa
per cui non hai l'invito
per cui gli inviti adesso falli tu.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici peché no.

- Metti in circolo il tuo amore, Ligabue -
 
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