domenica 29 gennaio 2006,20:30
I was thinking about...
Avete idea di quante cose si pensano in un giorno?

La mansarda è gelida.
La brioche alla nutella è la fine del mondo.
Odio la pioggia dopo la neve.
Il brasato della nonna è superlativo.
Non esistono chiacchiere più buone di quelle della nonna della Paola.
Ho mangiato troppo.
Vorrei che nevicasse ancora.
Domani non ho voglia di andare a scuola.
Questo libro che sto leggendo è proprio bello.
Anch'io vorrei un'amante come Henry.
E' proprio vero che nessun uomo è un'isola.
Non mi piace la poesia, ma adoro Shakespeare.
Mi piacerebbe di più se domani non dovessi mettere tutta la sua vita per iscritto.
Quando cammini nella neve devi sempre decidere dove mettere i piedi.
Prima di leggere questo libro non sapevo niente della rivoluzione dei Boxer in Cina.
Sono riuscita a trasformare una fine in un inizio.
Da qualche parte Michel esisterà veramente?
Mi è venuta la tentazione di tagliare i capelli a mia sorella mentre dorme.
Nella vita reale non esistono uomini come Alexander.
Al posto di Jennifer Haniston comincerei a drogarmi.
Al posto di Angelina Jolie mi sentirei una stronza panciona di successo.
Al posto di Brad Pitt mi farei un esame di coscienza.
Voglio camminare in montagna, arrivare in cima e urlare.
Voglio fare il bagno con la vasca a idromassaggio dei nonni.
Sono guarita.
Non vedo l'ora che inizi la settimana.
Tra meno di cinque mesi compio diciotto anni.
Grazie al cielo non voto alle amministrative.
Vorrei rivisitare il Louvre e starci dentro almeno 48 ore.
Ma si può cambiare davvero idea in così pochi giorni?
Quante altre cose ho pensato e non me le ricordo più??

Basta, devo andare a dormire...
 
scritto dalla vale* Permalink ¤ 10 comments
venerdì 27 gennaio 2006,13:38
Magico
La magia sta in queste piccole cose. Oggi una mia compagna diceva che la neve ha un effetto positivo sulle persone. Ed è così!
E' l'atmosfera che la neve è in grado di creare, quella sensazione che tutto sia chiuso dentro al mondo bianco che si è formato, il silenzio in cui tutto rimane ovattato.
Stamattina mentre andavo a scuola mi è venuta voglia di prendere a palle di neve i passanti, poi il buon senso mi ha trattenuta, ma mi sono sfogata all'intervallo in cortile (dove tra l'altro è sceso anche il preside a giocare sotto gli occhi inorriditi di alcuni professori!)
Non ho mai visto tanta neve in tutta la mia vita...è bella, bellissima.
Camminare tra le strade silenziose sotto i fiocchi che scendono come danzando un valzer tutto loro, pensare liberamente, ma solo pensieri felici, perchè non potrebbe essere altrimenti, tuffarsi dove nessuno è ancora passato, giocare...è una sensazione inebriante, perchè sembra che all'improvviso tutti vogliano tornare bambini.
 
scritto dalla vale* Permalink ¤ 4 comments
mercoledì 25 gennaio 2006,14:30
Fagocitando

Un'ameba è in grado di fagocitare, cioè inglobare e trasformare in vacuoli alimentari sostanze estranee.
Ieri io e Stefano abbiamo immaginato un'ameba gigante che fagocitava le persone.
Terrificante. Almeno quanto lo è studiare biologia.
 
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lunedì 23 gennaio 2006,19:11
"Studia" che ti passa!!

Basta un lapsus per rendere più dolce la storia, un piccolo momento di puro divertimento perchè la guerra dei Sette Anni diventa la guerra dei Sette Nani e per questo Roberto mi prenderà in giro ogni volta che apriremo il libro.
Due risate perchè la versione di Stefano non si traduce, si interpreta...e il latino diventa un gioco.
Il terrore quando Alessandra rimane con noi e mi chiede di disegnarle un elefante o un ornitorinco.
Lo stupore quando Stefano mi insegna la musica e io divento l'allieva.
La soddisfazione quando Roberto risolve i problemi di geometria al primo colpo.
Le risate di gusto quando basta un suo gesto per ricordarmi che sostengo la possibilità della nascita di una mucca in miniatura.
L'onore di essere diventata una fan ufficiale di Stefano.
La gioia di sentirmi a casa quando sono lì con loro.
L'orgoglio quando mi accolgono con un bel voto.
Il compiacimento quando mi chiedono se ci sono anche il giorno dopo.
La serietà che riusciamo ad avere quando tutti e tre stiamo studiando qualcosa.
Il fatto che basta una mia occhiata per zittirli, ma anche per ridere.
La paura quando suona il campanello e Rolando si intromette, perchè si sa che da quel momento la concentrazione di tutti e tre sta andando a farsi benedire.
Le risate se si sostiene che nel cuore ci siano i ventriloqui e nel cervello i neutroni.
L'incredulità quando si accorgono che qualcosa non va, mi chiedono se sono triste e sono in grado di farmi dimenticare tutto quello che c'è fuori dalla loro porta.
Non scambierei queste tre ore quotidiane per niente al mondo.
 
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venerdì 20 gennaio 2006,12:06
Il fine determina i mezzi
Ultimamente sto imparando alcune piccole cose nuove. Non eclatanti, non si tratta di quello che semplicemente imparo a scuola, più che altro si tratta di ciò che traggo, spremo, da ciò che mi insegnano.
L'altro giorno durante la lezione di filosofia, per introdurre Francis Bacon, il professore ci ha invitati a riflettere sull'etimologia della parola "metodo".
Questa è una delle cose che ci insegnano al classico che più mi piace: scavare nelle parole, scoprirne le sfumature più sottili.
Il termine "metodo" viene dal greco metà + odòs, "attraverso la strada", con il significato del per + accusativo del latino.
Tutti sappiamo cosa si intenda per metodo, ma conoscerne l'etimologia dà un significato più forte. Chiarito il significato abbiamo cercato l'esatta conseguenza tra contenuto e metodo e tutti eravamo concordi nel sostenere che prima bisogna chiarirsi il fine e poi decidere il metodo, la strada da percorrere per conseguirlo.
E' il metodo che si adatta al fine, non il fine che si adatta al metodo.
Eppure pare che spesso accada il contrario. Ad esempio...avete mai sentito di scienziati che cercano di studiare l'amore da un punto di vista esclusivamente tecnico, facendo riferimento a reazioni chimiche all'interno del nostro corpo? Io trovo che sia assolutamente riduttivo.
"Cara, ho l'ormone in movimento, mi vuoi sposare?"
No, non funziona così. Questo significa modellare il contenuto seguendo un metodo standard per tutto, insomma, avere un unico approccio di fronte a qualsiasi cosa.
Io ho un mio metodo per trovare il metodo però...e anche per questo devo ringraziare la filosofia.
L'ho capito ieri, mentre io e il ragazzo più grande dei due che aiuto a studiare ci trovavamo davanti a un problema di matematica apparentemente irrisolvibile.
Lui stava perdendo le speranze, probabilmente se il problema fosse stato mio, a quel punto avrei chiuso il libro anche io. Però io vado lì per insegnare loro qualcosa, così mi sono ritrovata a dirgli:
"Questo è un problema filosofico, prima che matematico: la soluzione c'è, noi dobbiamo scoprire il modo di trovarla, esiste e non chiuderemo il libro prima di aver finito".
Mi sono quasi spaventata di fronte a una tale perla di saggezza.

Beh, il risultato è stato ottimo però, perchè cominciando a guardare il problema da diversi punti di vista consapevoli che la soluzione ci fosse, l'abbiamo trovata.
 
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giovedì 19 gennaio 2006,14:02
Romeo and Juliet
"Peccato? Oh! Ridonatemi quel tenero peccato..."
(Shakespeare, Giulietta e Romeo, atto I, scena V)

Piango quando leggo Giulietta e Romeo.
Piango quando vedo a teatro Giulietta e Romeo.
Piango quando guardo Shakespeare in love.
Piango per la fine tragica di un amore appena sbocciato, o forse piango solo per l'amore appena sbocciato.
Martedì ho sfogliato il Corriere e c'era un articolo riguardo a quanto trapelato attraverso l'Ansa sulla prima enciclica di Papa Benedetto XVI, che a quanto pare si intitolerà "Deus caritas est" e che avrà come tema centrale l'amore.
La prima parte dell'enciclica parla della differenza tra eros e agape. I Greci infatti non avevano un'unica parola per parlare dell'amore, ma ne avevano diverse, tra cui queste due. Ogni termine indicava un certo tipo di amore (ad esempio la filia è l'amore di un amico).
Quando parliamo di agape potremmo definirlo un amore trascendentale, tanto è vero che il Papa lo identifica con l'amore cristiano e lo eleva al di sopra dell'eros, che non è altro che la passione, sbagliata e peccaminosa se priva di agape.

Io non credo che sia così e non credo neanche che Giulietta e Romeo sarebbero d'accordo se potessero sentire il Papa.
E' vero, l'eros da solo è poca cosa, ma forse è proprio da lì che nasce tutto, come quando Romeo e Giulietta, senza sapere nulla l'uno dell'altra, si sono scambiati quel bacio durante il ballo che ha cambiato la loro vita. Ed è tutto iniziato da lì, dall'eros.
Ieri mentre assistevo allo spettacolo ho invidiato Giulietta, non solo perchè quel Romeo meritava parecchia attenzione da parte degli sguardi femminili, ma anche perchè anche io vorrei che mi succedesse una cosa del genere.
Sarebbe molto meno complicato di tutto quello che ho vissuto fino ad ora.
Non ci sarebbe nessun bisogno di farsi film, di pensare così tanto e di capire.
Dovrei solo vivere quel momento.
Se poi il mio Romeo fosse come quello di ieri e si potesse evitare il finale tragico, non sarebbe affatto male.
 
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domenica 15 gennaio 2006,15:36
Some like it hot

Una domenica pomeriggio del tutto anomala.
Mi sono presa una pausa, meritata. I miei sono dai nonni, io alle tre mi sono trasferita nella mia cameretta, a casa, da sola.
E ho messo nello stereo un cd di Dave Brubeck, musica jazz, come piace al mio papà.
La scusa è lo studio e mio nonno, che incredibilmente sa capire tutto, ha intuito che lo studio era l'ultimo dei miei pensieri.
Il mio pensiero è che ogni tanto bisogna concedersi una pausa, un pomeriggio in cui puoi sentirti libero di fare quello che vuoi. Questo per me oggi significa ascoltare musica jazz. Se avrò voglia e tempo ci sarà anche lo studio.
Ora c'è solo la voglia di lasciar vagare un po' i pensieri, liberarli e liberarmi di quelli fastidiosi.
Da qualche parte bisogna pur iniziare. Appunto, è il primo passo per girare la testa dall'altra parte del cuscino. Io lo faccio ascoltando musica jazz.
 
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giovedì 12 gennaio 2006,21:15
Una nuova era
Ci sono due modi di interpretare una fine.
Uno è quello di fossilizzarsi, vedere una fine come un punto e basta.
L'altro è quello di vederla come un punto e a capo.
Fine, nuovo inizio.
E' quello che devo cercare di fare ora. La verità fa male, è vero, ma mi viene in mente un film: "Sliding doors". Una commedia come tante e che come tante commedie nasconde qualcosa di tremendamente vero.
La protagonista poteva perdere la metropolitana e continuare a illudersi per chissà quanto tempo che le cose stessero andando come effettivamente lei le vedeva.
Oppure poteva riuscire a salire prima che le porte si chiudessero e vedere finalmente come stavano in realtà le cose.
Questa era una Fine con la F maiuscola.
Ma lei ha fatto di questa fine l'inizio della sua nuova vita.
Era un segno...un segno che la invitava a "girare la testa dall'altra parte del cuscino e a iniziare un nuovo sogno".
Non bisogna spaventarsi per una fine, basta avere il coraggio di saperla affrontare nel modo giusto, no?
 
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martedì 10 gennaio 2006,19:00
Frammenti

"Coloro che sognano ad occhi aperti sanno molte cose che sfuggono a quelli che sognano solo di notte". E.A.Poe

Ci sono giorni in cui vorrei azzerare tutto.
Cambiare strada al bivio.
Ricominciare e sperare che vada meglio.
Ci sono giorni in cui mi sento uno schifo e faccio il possibile per vedermi migliore.
Ci sono dei giorni in cui vorrei prendere i pezzi del mio puzzle, tagliarli a strisce e bruciarli.
Ricominciare con un altro puzzle…e forse sarà quello giusto.

Il problema è che poi non ho mai il coraggio di farlo.

Sono come questo cigno, spero sempre che un giorno anche le mie piume possano diventare bianche, che anche il mio puzzle prima o poi assumerà un senso e che i pezzi che cerco di incastrare a fatica, ad un certo punto, come per magia, andranno a posto da soli.
 
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domenica 8 gennaio 2006,21:15
Levate l'ancora!
A quest'ora ormai devo farmene una ragione.
Domani si ricomincia.
Fino a qualche minuto fa riuscivo ancora ad illudermi, poi la suoneria mi ha avvisata che era arrivato un sms.
Prendo il cellulare, sblocco la tastiera, mi illudo doppiamente.
Ovviamente non è mai chi vorrei a scrivermi e chi mi sta scrivendo ora mi sta mettendo faccia a faccia con la dura realtà del lunedì post-feste natalizie.
E' il capo: "Ciao Vale! Ci vediamo domani alle 14.30? Ciao"
E così, mentre addento una fetta di pandoro, mi rendo conto che domani mi alzerò alle 7.15, andrò a scuola (giornata leggera leggera di sei ore con la restituzione di tre compiti in classe), tornerò a casa e, oltre a dover finire i compiti delle vacanze dovrò aiutare i miei due ragazzi che sicuramente ne hanno fatti la metà (come me del resto...e dovrei dare l'esempio!!).
Ma dopotutto mi piace.
Cos'è quest'ozio in cui ho tempo per leggere, per tenere in ordine la scrivania, per guardare un po' di tv? Una noia, in fin dei conti.
Quindi evviva la frenesia, evviva il conseguente stress, evviva le giornate strapiene.
E parlo sul serio.
 
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,16:40
Ehi, tre caramellineee..!!

...o ragazze...sta venendo verso di noi!!
 
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venerdì 6 gennaio 2006,21:44
Attraverso l'armadio

"Se puoi sognarlo, puoi farlo!" W. Disney

Io non riesco a credere che non esista. Forse è un problema.
Quando ero piccola entravo nell’armadio che c’era in corridoio e con quell’armadio arrivavo ovunque.

Mentre guardavo il film ieri sera mi sono risentita un po’ quella Vale che entrava nell’armadio in corridoio e fingeva di avere una casa con talmente tanti piani che serviva un ascensore.
Poi sono cresciuta, nell’armadio non ci sono entrata più e a rigor di logica non dovrei neanche più credere che nell’armadio ci sia davvero qualcosa.
Ma è più forte di me, davvero, proprio non ce la faccio…io continuo a sognare che un giorno anche io arriverò in un posto fantastico entrando in un guardaroba.
Cerco di vedere la cosa in modo razionale, ma non riesco. Per me una remota possibilità che una cosa simile possa accadere rimane.
Questo è il primo dei tre desideri (!!)
“Entrare in un mondo speciale attraverso un armadio”.
 
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giovedì 5 gennaio 2006,14:36
A Margaret

"Ricordo quelle parole come una lama affilata che mi tagliava il cuore e in quel momento sapevo benissimo che nessuno sarebbe riuscito a ricucirne i pezzi".

Ho fissato il tuo sguardo per pochi istanti e vi ho letto tutta la tua storia, di amore, di tormenti e delusioni.
Poi ho scritto la tua storia. Ora il tuo amore infelice ha un senso.
Grazie per avermelo raccontato, Margaret.
Dovevo dedicarti un post.
 
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mercoledì 4 gennaio 2006,21:42
Gente della notte

"Penso spesso che la notte sia più viva e più ricca di colori del giorno". V. Van Gogh

Ed è per questo che dopo aver impiegato un intero pomeriggio a creare questo blog (non ho una mente molto tecnica!) mi immergerò sotto le coperte per leggere un bel libro e gustare i colori della notte e dei sogni.

Da domani mi impegnerò con qualcosa di più serio...sogni d'oro.
 
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